L'imprenditore Neri: "Non lascio la mia Sicilia a chi vuole depredarla"

Salvatore Neri ha creato un resort di lusso a cinque stelle su una distesa di due ettari di verde a Linguaglossa, alle pendici dell'Etna. Una struttura ecosostenibile che valorizza il territorio e i suoi prodotti locali. Ma non solo

"Io credo in quello che faccio e lo porto avanti fino a morire". Se c'è una cosa che Salvatore Neri ostenta senza alcun timore è l'orgoglio. Quello di aver dato vita a una struttura ecosostenibile, di aver valorizzato il suo territorio e i suoi compaesani, di aver creato delle eccellenze culinarie. La passione per la propria terra è il motore che lo anima. Siamo a Linguaglossa, comune di poco più di cinquemila abitanti alle pendici dell'Etna. Qui, su una distesa di due ettari con vista sul vulcano più alto in Europa, lui ha costruito Villa Neri, resort e Spa di lusso a cinque stelle. Ma non solo.

"Abbiamo un orto biologico e produciamo olio e vino, che sono la vocazione iniziale della nostra azienda", rivendica Neri. Che poi ci tiene a precisare: "Nell'orto abbiamo pomodori, melanzane, tutte nostre specialità. Lavoriamo con quello che la nostra terra ci dà, abbattendo l'inquinamento per il trasporto. Il nostro olio, il Nocellara dell'Etna, è un extra vergine con un tasso di acidità molto basso grazie anche alla raccolta effettuata a mano con olive ancora verdi. Inoltre il 70% dell'energia consumata nell'albergo proviene dal fotovoltaico".

Insomma, fare impresa in Sicilia non l'ha spaventata.

"L'investimento è costato più di 6 milioni di euro. Il fotovoltaico ha avuto 50 mila euro di contributo per le energie rinnovabili, ma in totale ci è costato 190mila euro. Abbiamo sfruttato i piccoli contributi dello Stato. Però per realizzare tutto questo ci vuole passione e voglia di fare le cose bene e di farle sempre, non solo quando ci sono i contributi statali".

Adesso la struttura ha clienti non solo siciliani ma anche di altre regioni d'Italia e financo stranieri. Villa Neri è uno dei fiori all'occhiello dell'isola anche per il ristorante "Le dodici fontane".

"Villa neri è nata per valorizzare questo territorio. Per permettere ai clienti di visitarlo e godere delle sue peculiarità. L'hotel riprende lo stile classico delle strutture siciliane. Abbiamo ripreso gli stessi canoni ma senza copiare le vecchie realizzazioni. Poi esponiamo le opere di due pittori e scultori locali. Il nostro staff per il 70% è di Linguaglossa, dallo chef al capo ricevimento passando per il sommelier. Io non capisco perché se qui abbiamo queste eccellenze si debba andare a cercarle fuori".

E uno che valorizza così il territorio cosa riceve dalle istituzioni?

"Nulla. La capacità dell'essere umano è quella di fare del bene agli altri e sopportarne l'ingratitudine. Il nostro territorio è massacrato da logiche di spartizione del potere fini a se stesse. Anzi, è una guerra che fa solo morti".

Ha mai pensato di andare via dalla Sicilia?

"No, perché se io che voglio svilupparla me ne vado sa che succede? Rimane solo chi vuole depredarla. Io non sono nato in Svizzera o a Malta, ma qui. E qui me ne rimango".