Moda: ecco gli errori che aumentano l'età

È sufficiente anche un solo passo falso per incappare in outfit che creano un vero e proprio effetto invecchiamento su chi li indossa: ecco quali sono i principali errori da evitare per un look sempre al top

Quando si sceglie un outfit, difficilmente l’obiettivo finale è quello di ottenere uno spiacevole “effetto invecchiamento”. E in quel campo minato che è la moda, anche un piccolo errore nella scelta dello stile dell’abbigliamento può causare un apparente aumento dell’età effettiva. Ecco quindi quali sono i più comuni tra questi veri e propri scivoloni di stile, assolutamente da evitare per un look sempre perfetto.

Uno dei principali è dovuto certamente a un’eccessiva ricerca della moda all’ultimo grido. Infatti, oltre a essere potenzialmente molto dispendiosa, questa passione rischia di essere anche controproducente. Non a caso, i trend del momento sono spesso solo passeggeri. Meglio puntare, quindi, sugli intramontabili classici: dalle gonne a matita ai pantaloni su misura.

Ancora, tra gli errori più comuni spicca il ricorso a look troppo giovanili, i quali spesso non sono altro che un’arma a doppio taglio pronta a far capolino dal guardaroba. Un outfit che non sia di tendenza e coerente, infatti, rischia di accentuare ulteriormente la distanza che corre tra l’età reale e quella che vorrebbe essere trasmessa attraverso l’abbigliamento. Ottenendo, così, un effetto assolutamente contrario a quello desiderato.

Infine, un occhio di riguardo deve essere dedicato anche alla vestibilità o meno di un determinato capo d’abbigliamento. E per quanto ad alcuni di questi è più che naturale essere molto affezionati – perché ricordano un particolare momento della vita, ad esempio – per evitare l’effetto invecchiamento è meglio accantonare il sentimentalismo.

In tal senso, è fondamentale evitare di indossare vestiti che possano essere troppo stretti o troppo larghi rispetto alle linee e alle curve del corpo, o ancora sfoggiare abbigliamenti dai colori che non si sposano alla perfezione con la propria carnagione, rendendola così anonima anziché valorizzarla.