Perché seguire Beyoncé su Instagram

Cosa imparare dall'account della popstar

Beyoncé la conosciamo tutti e su Instagram il suo account è il quinto più seguito della piattaforma. Siamo a 108 milioni di follower e 0 following perché lei non ha bisogno di seguire proprio nessuno. Il New York Times lo ha analizzato definendolo "The Leonardo da Vinci of Istagram". Cosa avrà mai di tanto speciale?

Tutto è iniziato con un post in cui indossava una T-shirt bianca con un messaggio pro Barack Obama durante la sua campagna elettorale in Texas e, proprio il 6 novembre del 2012 quando Queen Bey ha caricato lo scatto, Obama fu rieletto Presidente degli Stati Uniti d'America. Il 1 febbraio 2017 Beyoncé ha "bloccato l'internet" con una immagine realizzata con l'artista Awol Erizku in cui annunciava di essere incinta di due gemelli. Questa foto ha totalizzato oltre 11 milioni di like diventando la più amata di sempre.

Il successo però non è riconducibile solo alla sua fama, dentro a questo account c'è una volontà di raccontare qualcosa in più rispetto alla sua vita da popstar internazionale. Beyoncé ha costruito un 'brend identity" impeccabile, interessante, ricco che attraverso Instagram rivela il suo lato artistico, personale, professionale.

In un'intervista su GQ ha raccontato di avere un "visual director" una sorta di regista esperto di estetica che cura le sue fotografie, le sue interviste, le sue pagine di diario private, catalogando tutto ciò che la riguarda ininterrottamente dal 2005. Nel 2013 è uscito Life is but a dream un documentario prodotto e diretto da Beyoncé in cui immagini della sua vita privata si mixano a quelle pubbliche. Una sorta di mausoleo digitale in cui ogni attimo della sua vita è filmato: sul palco, a casa di fronte al PC, la nascita dei figli, il rapporto con il marito.

Instagram è diventato per lei un album visuale in cui le immagini vengono accuratamente scelte per raccontare ciò che lei ha intenzione di comunicare. Kinitra Brooks, professoressa associata all'università di San Antonio Texas, ha rivelato al New York Times che "La sua immagine è completamente controllata". È lei a decidere cosa condividere della sua vita ed è una novità per le donne nere che non sempre hanno avuto questo potere.

"A metà 2013, Beyoncé è diventata meno accessibile, ci ha dato solo quello che voleva", dice Kevin Allred, che studia l'impatto della cantante nella società dal 2010. "Ha smesso di rilasciare interviste e ci ha concesso solo i suoi scatti su Instagram". Dopo aver postato qualche selfie e qualche video collage, la popstar ha cominciato a utilizzare Instagram come un trittico, fruttando il formato a tre immagini del feed, e dopo più di un mese di silenzio ha condiviso un'altra foto che è ormai iconica. Beyoncé diventa una Madonna botticelliana circondata da fiori con in braccio i gemelli Carter e Rumi ad un mese dalla nascita e utilizza una didascalia a corredare lo scatto, cosa che fa molto raramente (ha conquistato oltre 10 milioni di like ma non è ancora arrivata agli 11 milioni dello scatto precedente in dolce attesa).

Sarah Lewis, esperta di cultura afro-americana ad Harvard, sempre sul NYT, conferma l' impronta artistica dei suoi social network, ad ispirare i suoi scatti ci sono personalità come Wangechi Mutu, Romare Bearden, Mickalene Thomas oltre alla Pop art di Andy Warhol. Nelle sue ultime immagini compaiono molti collage, immagini ripetute che rimandano alla visione sull'identità, sulla dualità tra personaggio pubblico e semplice donna nera nel 2017. "Instagram ci dà un senso di come Beyoncé pensi a se stessa e alla propria crescita; la sua auto-costruzione e la sua ricostruzione, ci rende partecipi di questo cambiamento nel tempo", ha detto Brooks.

Queen Bey potrebbe benissimo postare solo scatti di outfit, selfie, prodotti, esattamente come fanno i colleghi famosi ma sceglie di fare qualcosa di più elaborato per raccontare le sfaccettature del suo personaggio e della sua visione artistica. "Beyoncé permette ai suoi fan di entrare nel suo mondo e i loro commenti e reazioni rendono possibile uno scambio che altera e modifica la percezione di entrambi. Produzione e fruizione non sono separate sfere dell'esistenza, entrambe contribuiscono alla produzione di cultura" scrive Adrienne Trier-Bieniek nel libro The Beyoncé Effect. Instagram diventa una raccolta di immagini (scelte con attenzione) in cui convivono scatti che enfatizzano il suo lato più estetico, le sue curve, il suo corpo, la sua bellezza ma anche la sua 'vulnerabilità' il suo essere normale, una mamma con la famiglia, con il marito, con la sorella o la madre e questo la fa "scendere dal piedistallo" rendendola perfetta in tutte le sue sfaccettature.

Nonostante questi scatti, gli studi approfonditi degli esperti, gli oltre 108 milioni di followers, non conosciamo la vera Beyoncé, solo quella che lei ci permette di vedere.