Psicocosmesi e neurocosmesi, le nuove frontiere della bellezza

Il mondo della cosmesi si orienta sempre più verso una visione olistica della bellezza

Emozioni a fior di pelle. Espressione questa che racchiude una preziosa verità. Nessun organo, infatti, a differenza dell'epidermide, può vantare scambi di informazioni con il cervello che avvengono attraverso 800mila recettori sensoriali. È il nostro confine tra l'esterno - il mondo - e l'interno, la psiche. In quanto tale ci "difende" dalle aggressioni e riflette psicosomaticamente i conflitti dell'anima.

Una cartina di tornasole, dunque, a cui oggi si pensa maggiormente in termini di "armonia". Sbiaditosi l'imperativo dei canoni imposti, l'estetica abbraccia una visione olistica che contempla l'equilibrio senza scissioni tra corpo, cuore e mente. Kalos kai agathos, il concetto greco del bello e del buono garantisce una bellezza autentica, fatta non solo di forma ma soprattutto di contenuto. Ciò che rinvigorisce la nostra interiorità, migra sulla pelle migliorandone l'aspetto.

Il connubio tra dentro e fuori è il nuovo caposaldo del mondo beauty. Ecco che si sta diffondendo sempre più la cosiddetta psicocosmesi. Sensazioni positive vengono generate dall'uso di texture avvolgenti, fragranze aromacologiche, packaging attraenti. Creme, balsami, lozioni diventano altro e influenzano la produzione di endorfine. Una coccola quotidiana accessibile a tutte e dai benefici comprovati.

Discorso a parte merita la neurocosmesi che, affidandosi alle neuroscienze, formula trattamenti ad hoc in grado di agire sul sistema di neuroregolazione a livello della cute. Laurent Misery, dermatologo francese, spiega che questi prodotti, applicati sulla pelle, non vengono assorbiti ma vanno a stimolare il sistema nervoso della stessa. Diversi i principi attivi utilizzati. Si pensi al mentolo che sollecita i recettori del freddo o ai neuropeptidi che simulano le risposte dei neurotrasmettitori.

Il fascino amplia i suoi orizzonti. Essere belle dentro. La nostra pelle ringrazierà.