Ligresti, ruggito anti-burocrati: "L’impresa non è speculazione"

Troppi vincoli e pregiudizi, il presidente di Fondiaria reagisce: "Le
aziende devono poter guadagnare, altrimenti chiudono"

In tempi di bilanci magri dello Stato, son tutti d’accordo nel dire che per costruire le metropoli del futuro sia ormai impossibile prescindere del contributo dei privati. Salvo poi far poco per agevolare il loro intervento. A far sentire ancora una volta la sua voce contro i lacci e lacciuoli, è stato ieri Salvatore Ligresti, presidente onorario di Fondiaria Sai che è anche membro del Cda della Fondazione Cerba, il Centro di ricerca biomedica avanzata. Ieri a margine di un incontro all’Ieo 2 con il cardinale Dionigi Tettamanzi, in visita pastorale nella struttura di via Ripamonti, non ha usato mezzi termini nel difendere la gestione del progetto per la nascita del polo di ricerca che sorgerà a Milano nei pressi dell’Istituto europeo di oncologia diretto da Umberto Veronesi. «Bisogna evitare di dire che si fa speculazione edilizia, perché le aziende per sopravvivere devono guadagnare, altrimenti muoiono - le sue parole - Non siamo la Banca d’Italia, che stampa i soldi». Poi sottolinea che «questi sono interventi di grande interesse, dove sono previste anche le residenze per i ricercatori. E se ci danno i permessi per edificare, in due anni saremo in grado di completare buona parte del Cerba». Il programma è di partire entro l’anno. «I fondi li stiamo trovando. Ci sarà anche un grande parco che sarà gestito per trent’anni dall’Ieo».
Ligresti lancia infine un appello rivolto a tutte le amministrazioni: «L’iter burocratico è lungo. Certo, se snellissero le procedure, specie per questo tipo di opere, sarebbe meglio». Il completamento del Cerba, che costerà centinaia di milioni di euro, «non dipende solo da noi - avverte - Crediamo che le amministrazioni dovrebbero creare una piccola struttura ad hoc che segua l’iter, semplifichi le procedure e si occupi delle collaborazioni con il privato. Dovrebbe succedere anche per CityLife e per la Città della moda, grandi opere che cambiano il volto di Milano». Lavori, conclude il costruttore, «che hanno bisogno di collaborazione ed è tutto alla luce del sole».
E del resto già a luglio Ligresti, inaugurando il tunnel vicino alla stazione Garibaldi, aveva chiesto «una commissione di garanzia composta da magistrati per garantire all’inizio le autorizzazioni, in modo da poter poi lavorare in pace». Una proposta per sbloccare molti cantieri bloccati. Soprattutto con l’Expo in arrivo. Una proposta che era piaciuta anche al sindaco. «Se si trova una modalità che possa facilitare gli esiti delle gare ed evitare ricorsi - aveva detto la Moratti -, io sono assolutamente d’accordo».