Liguria, 50 in ospedale Festa hawaiana degenera in sbronza collettiva

Le ambulanze fanno la spola per tutta la notte e in cinquanta finiscono in ospedale per abuso di alcolici. E' il bilancio del tradizionale party hawaiano che si tiene ogni anno nel comune ligure di Sestri Levante

GENOVA - Per una cinquantina di ragazzi finisce in ospedale la tradizionale festa hawaiana di Sestri Levante. La manifestazione, che si tiene fin dagli anni '70, è diventata ormai una consuetudine e trasforma ogni anno la cittadina ligure in un'appendice dell'arcipelago tropicale, tanto che i commercianti si sono da tempo adeguati e nei giorni precedenti la festa propongono ai clienti un florilegio di gonnelline di rafia, collanine e ciabatte in tema. Tra musica e alcool il festival coinvolge la cittadina per un'intera notte, lasciando dietro di sè una scia di danni e ubriachezza.

I soccorsi A nulla sono servite le sollecitazioni dell'amministrazione comunale, che nei giorni scorsi invitava alla moderazione nel bere. Superlavoro per il centralino del 118 della vicina Lavagna, tempestato di richieste di intervento per soccorrere giovani e giovanissimi per malori legati all'abuso di alcolici. Più di 70 le ambulanze coinvolte nei soccorsi, che hanno fatto la spola tra l'ospedale e Sestri per tutta la notte. Nessuno dei circa cinquanta giovani soccorsi sarebbe in condizioni gravi, nonostante alcuni casi di coma etilico. In passato l'happening era già stato criticato in più occasioni a causa delle risse e degli atti vandalici di cui si erano resi protagonisti alcuni partecipanti.

Proteste Lamentele da parte del Comitato Pendolari Liguria, che ha evidenziato il disagio dei passeggeri costretti a viaggiare sul treno regionale 11258. "Il treno era ridotto in uno stato vergognoso", ha affermato il portavoce Palmieri, "In una carrozza c'erano mozziconi ovunque, vetri rotti e sedili divelti". Unica magra consolazione, la devastazione ha coinvolto una sola carrozza rispetto alle quattro distrutte nel corso della precedente edizione. "Un danno limitato", conclude Palmieri, "ma qualcuno dovrà pur pagare".