La Liguria accetta la medicina non convenzionale

L’Ordine dei medici fornirà a tutti la lista degli specialisti autorizzati

Marzia Fossati

Agopuntura, omeopatia, fitoterapia e medicina ayurvedica sono solo alcune delle cosiddette terapie non convenzionali da tempo in attesa di una normativa che le accrediti a livello nazionale, anche e soprattutto in considerazione della forte e crescente richiesta della popolazione. Dopo gli ingiusti attacchi sferrati qualche mese fa contro questa particolare tipologia di rimedi «non ufficiali», l’Ordine dei Medici tiene a ribadire la validità e la bontà di tali cure, per le quali manca completamente uno straccio di regolamentazione che aiuti i pazienti a distinguere i professionisti dai millantatori, i medici accreditati dai ciarlatani. A tal proposito, proprio stamattina nell’Aula Magna dell’Ospedale Galliera, nel corso di un convegno su questo tema, sarà predisposto un censimento per la costituzione di un elenco dei medici specializzati in questo tipo di attività, al fine di tutelare i cittadini e la professionalità della categoria medica.
«Il problema è che manca del tutto una legge in merito, a causa dell’ottuso ostruzionismo di alcuni, col risultato di una totale anarchia rispetto alla materia - puntualizza il dottor Stefano Cappato - Negli Usa, dove l’avanguardia della ricerca medica non è in discussione, le terapie non convenzionali vengono utilizzate da ben il 60% dei pazienti neoplastici, che le preferiscono ai metodi tradizionali per il loro approccio più dolce, ma non per questo meno efficace. Mentre qui in Italia la situazione è drammatica. Nonostante gli ottimi risultati raggiunti in campo internazionale da questa nuova interessante frontiera della scienza medica, la si continua a bistrattare per eccesso di conservatorismo, e la Liguria è addirittura il fanalino di coda della penisola».