La Liguria brucia, milioni in fumo

La regione è salita al primo posto in Italia per superficie boschiva distrutta dal fuoco

Edoardo Musicò

Ha 370mila ettari di bosco, pari al 69% della superficie totale, contro una media nazionale del 21%: la Liguria si rivela molto più verde di quanto si pensi. Ma, ogni anno, migliaia di ettari sono colpiti e distrutti dagli incendi. Per segnalare ogni focolaio, sono sempre disponibili il numero verde del centro operativo regionale 800-807047, oppure il 1515 del Corpo forestale dello Stato. Eppure, secondo i dati dell'Osservatorio Incendi Boschivi, nel 2003 in tutta la regione si sono verificati 865 incendi, di cui oltre 660 dolosi, con un danno pari a 12.300.118 euro. La provincia più colpita è stata Genova con 311 incendi e danni per quasi 5 milioni e mezzo di euro (anche ieri, Canadair in azione per spegnere un vasto incendio scoppiato sulle alture di Sestri Ponente, in località Scarpino: le fiamme alimentate dal vento hanno devastato ampie zone di macchia mediterranea e hanno impegnato a lungo le squadre di vigili del fuoco e di guardie forestali). Nella speciale e poco invidiabile graduatoria dei roghi, dopo Genova viene Savona con 237 episodi e danni per oltre 4 milioni e 400mila euro (ieri le fiamme hanno interessato una collina proprio sul confine tra Liguria e basso Piemonte, tra Cengio e Saliceto, quindi Osiglia nei pressi del laghetto artificiale dove è stata minacciata da vicino anche un'abitazione). Imperia registra invece 227 casi di incendio e più di 2 milioni di perdite. Meno coinvolta Spezia con 90 incendi e danni per 134mila euro. Per quanto riguarda il 2004, i dati parziali segnalano 311 incendi tra gennaio e settembre, di cui due terzi scoppiati nei mesi estivi, ma con danni di poco superiori ai 700mila euro, grazie anche a un'estate meno torrida.
L'anno scorso, Imperia ha registrato 93 casi e 10mila euro di danni, segue Genova con 87 incendi. Ma la perdita è stata di oltre 135mila euro. Si è difesa meglio Savona con 65 incendi e danni limitati a circa 37mila euro, mentre Spezia ribalta il risultato del 2003 e balza in testa alla classifica dei danni, pari a oltre 427mila euro, provocati da almeno 70 incendi. Ma il 2005 è decisamente peggiore: «Tra il 1 gennaio e il 24 luglio - spiegano i funzionari dell'ufficio stampa del Corpo Forestale - la Liguria è stata colpita da 261 incendi rispetto ai 132 dello stesso periodo del 2004, vale a dire il 97% in più. E anche se Sardegna, Calabria, Toscana e Campania registrano più roghi, la nostra regione si è piazzata al primo posto in Italia per superficie boscata andata in fumo. Si tratta di 3124 ettari contro i 253 dell'anno scorso. Inoltre sono bruciati anche 788 ettari di superficie non boscata, rispetto ai 72 del 2004». E i costi si fanno sentire: la spesa oraria oscilla tra i 600 euro per un elicottero capace di sganciare 500 litri di liquido ritardante o estinguente, fino ai 6mila di un supervelivolo che ne trasporta 10mila. Senza contare la spesa di 1500-2000 euro per ogni ettaro ripristinato dopo l'incendio e i costi d'equipaggiamento del personale che, oltretutto, rischia la vita. Il Corpo Forestale segnala che Liguria e Toscana vantano il primato di persone denunciate per incendi dolosi: 32 nel primo semestre 2005, su un totale di 192 in tutta Italia. La Regione ha calcolato, inoltre, un coefficiente di vulnerabilità media agli incendi - superiore o inferiore a 1 - secondo la frequenza annuale e gli effetti distruttivi. La Valle Argentea, che comprende Arenzano, Cogoleto e Mele, mostra un elevato coefficiente di vulnerabilità, pari a 1,60, confermato anche dalla frazione di superficie boscata attraversata dal fuoco, il 3,68%. Seguono la Val Petronio - tra Sestri Levante e Moneglia sul mare, Casarza Ligure e Castiglione Chiavarese nell'entroterra - all'1,53% e la Valle Stura, tra Campo Ligure, Rossiglione, Masone e Tiglieto, con l'1,31%. La Val Polcevera è in quarta posizione (1,19%). Sotto la soglia dell'1% di vulnerabilità, le valli Aveto-Graveglia-Sturla (0,81), e, a pari livello, la zona del Consorzio Tigullio e Paradiso - da Sori fino a Zoagli, passando per Camogli e Portofino - e Val Fontanabuona (0,68). Meno a rischio, infine, la Val Trebbia (0,67) e la Valle Scrivia con coefficiente di 0,65% e 0,56% di territorio boscoso attraversato dal fuoco.