Liguria, il brutto tempo perseguita i vacanzieri

In autostrada le piogge hanno provocato code, allagamenti e avarie

Ferragosto si è dimostrato deludente per buona parte dei liguri: poco sole, tanta pioggia, traffico funestato dai temporali e gestori di stabilimenti balneari e alberghi che lamentano la rinnovata abitudine di vacanze brevi, magari con rientro a casa in giornata. Oltre a questo bilancio provvisorio del Ferragosto ligure, già si inizia a parlare dei primi rientri. Gli unici a sembrare contenti della situazione semi-nefasta soprattutto per i fanatici dell’abbronzatura color cioccolato fondente, sono coloro che devono lavorare: un briciolo di soddisfazione nel vedere i goccioloni di pioggia c’è, mentre chi pensava di sollazzarsi è costretto a fare i bagagli in un nanosecondo.
Sulle autostrade liguri la situazione non è stata delle migliori: ieri, tra Ceva e Millesimo, le piogge violente hanno ridotto la visibilità a 90 metri; tra Ovada e Masone, sull’A26, sono stati raggiunti i tre chilometri di coda, anche a causa degli allagamenti dovuti alle forti precipitazioni. Alle intemperie si sono poi aggiunti anche veicoli in avaria, come è accaduto - sempre ieri - fra Genova Voltri e Pegli; infine, tre e quattro chilometri si sono formati rispettivamente anche sull’A12, in direzione Rosignano, e sull’A10, verso la Francia. Le previsioni, dal canto loro, non sono per niente confortanti, e per questa mattina il tempo prospettato dai meteorologi è pessimo: al nord cielo coperto, precipitazioni diffuse sui rilievi alpini e appenninici, con peggioramenti a iniziare proprio dalla Liguria. E tali condizioni atmosferiche non hanno favorito neppure i proprietari di stabilimenti o di alberghi, i quali d’altra parte non possono costringere i turisti a stare chiusi giocando a carte, mentre la promessa era quella di sole e salsedine a volontà. I bilanci fatti fino a questo momento da parte degli interessati non sono molto positivi, anche se a Ferragosto la Riviera di Levante se l’è cavata molto bene, registrando quasi ovunque il tutto esaurito. Per tanti, però, si è trattato solo di una troppo breve parentesi di ripresa del turismo.