In Liguria c’è chi spera nella «rivoluzione»

Non sono candidati, eppure fanno il tifo più di quelli che sono in lista per un posto al Senato o alla Camera. Sono gli aspiranti consiglieri regionali, quelli che sperano nell’elezione degli attuali componenti dell’assemblea di via Fieschi. Anche per prendere il loro posto.
Qualcuno è praticamente già certo di sedere in consiglio tra pochi giorni. È il caso, ad esempio, di Lorenzo Basso, non eletto nelle file dell’Ulivo per un soffio. Per l’elezione di Claudio Gustavino in Senato si attende solo la chiusura dei seggi, ma anche in caso di sconfitta del Pd in Liguria, quel seggio è assicurato. La terza posizione di lista è invece legata al successo su base regionale. Perché in caso di vittoria del Popolo della Libertà, il terzo seggio spettante alla minoranza sarebbe probabilmente di Cristina Morelli, capogruppo dei Verdi in Regione, che lascerebbe l’incarico a favore di Sebastiano Sciortino, attuale assessore alla Provincia di Genova. La vittoria al Senato provocherebbe un gradito terremoto soprattutto nel gruppo regionale del Pdl. Perché dei cinque seggi sicuri, il quarto e il quinto sarebbero dei consiglieri Franco Orsi e Luigi Morgillo, entrambi di Forza Italia. Quello di Orsi andrebbe al secondo dei non eletti, Angelo Barbero. Quello di Morgillo a Claudio Galante, ex sindaco di Brugnato. Perché nel savonese andrebbe al secondo dei non eletti di Forza Italia? Semplicemente perché il primo dei non eletti, Pietro Oliva, ha già il posto assicurato: è quello che lascerà libero Sandro Biasotti, di fatto già onorevole.
Tutti giochi interni al Pdl, visto che ormai anche l’ex Governatore è a tutti gli effetti parte del nuovo movimento. A sinistra invece le elezioni potrebbero portare a nuovi equilibri interni. Perché se Rosario Monteleone (oggi Udc ma eletto con l’Ulivo) venisse eletto alla Camera (terzo in lista dopo Casini e Cesa), sarebbe sostituito da Alessandro Garassini, ex presidente della Provincia di Savona, esponente della Rosa Bianca di Tabacci. Un fedelissimo in meno per Claudio Burlando. Che però si rifarebbe con Vito Vattuone, ex sindaco di Casarza Ligure, nel caso in cui venisse eletto per l’Italia dei Valori Giovanni Paladini (vice-Di Pietro nella lista della Camera). Al posto di un alleato dell’IdV, Burlando avrebbe cioè un consigliere del Pd. Situazione al limite invece in casa An. Gianni Plinio potrebbe persino ambire a un posto alla Camera se il successo del Pdl, a livello nazionale, fosse consistente. Ma ciò accadrebbe anche solo quando Biasotti si dimetterà, cioè tra due anni. Cioè a due mesi dalle nuove elezioni regionali. E a quel punto, al posto di Plinio, entrerebbe in Regione Gianfranco Gadolla. Un incarico di poche settimane, ma molto importante a livello economico. Gadolla infatti, anche con un solo giorno di legislatura, otterrebbe il diritto a una pensione maggiorata, essendo presente in tre tornate amministrative della Regione. Un privilegio che riguarderebbe anche Barbero, che in caso di subentro farebbe la seconda legislatura, senza dover necessariamente compiere i due anni e mezzo minimi. Decisamente improbabile sperare di sostituire gli altri consiglieri regionali candidati ma solo per spirito di servizio, senza possibilità di spuntarla: Tirreno Bianchi dei Comunisti Italiani, Patrizia Muratore dell’IdV, Luigi Patrone dell’Udc e Carlo Vasconi dei Verdi.