La Liguria al centro dei pensieri di Berlusconi

(...) Una scelta difficile, soprattutto in Liguria, regione ancora «aperta» secondo i sondaggi per la conquista del premio locale di maggioranza al Senato. Pochi voti possono dare due senatori in più o in meno a uno dei due maggiori schieramenti. Ed è per questo che il PdL si sta impegnando per fare le scelte giuste. Di più, sarà sulla Liguria e su altre due o tre regioni che si impegnerà personalmente Silvio Berlusconi nella stesura delle liste. Con tutta probabilità questo potrebbe portare a uno slittamento dei tempi, perché i vertici del PdL non vogliono assolutamente sbagliare, ma anche al superamento delle polemiche. Le previsioni si fanno più difficili, anche se sembra allontanarsi la possibilità che in Liguria vengano dirottati (almeno al Senato) nomi di candidati «foresti», che potrebbero dare meno entusiasmo all’elettorato locale. Il primo passo da fare sarà comunque quello di stabilire chi sono i primi tre senatori in lista, quelli cioè sicuri del posto. Praticamente scontato Giorgio Bornacin per la parte di An, Forza Italia invece si trova alle prese con qualche nome in più, a partire da quelli di Alfredo Biondi e Luigi Grillo. Il quarto e il quinto posto potrebbero diventare determinanti. Ed è proprio in casa azzurra che i giochi sono più aperti, tanto alla Camera quanto al Senato, per l’alto numero di «papabili».
A fronte di un’ampia lista spedita a Roma con tanti nomi, An sembra invece avere le idee ben chiare per i suoi prossimi parlamentari. Ignazio La Russa, eletto nel 2006 in Liguria, dovrebbe tornare in Lombardia, confermatissimi il coordinatore regionale e deputato Eugenio Minasso e il senatore Giorgio Bornacin, per il terzo seggio praticamente certo (e quindi alla Camera) restano in corsa il capogruppo in Regione Gianni Plinio e il presidente provinciale genovese Gianfranco Gadolla. Chi sicuramente resterà fuori dai giochi, dopo essere stato a un passo dalla candidatura (e con discreto piazzamento in lista) sono l’altro consigliere regionale, Alessio Saso, e l’ex assessore Giacomo Gatti. Entrambi non hanno trovato posto nell’elenco elaborato e spedito a Roma nei giorni scorsi dal direttivo ligure. Due esclusioni sofferte, che hanno provocato anche qualche dibattito durante la riunione. Saso potrebbe aver pagato soprattutto il fatto di aver «battuto», alle scorse regionali, Chicco Iacobucci, oggi passato con «La Destra». In caso di elezione in Parlamento, Saso dovrebbe cioè dimettersi da via Fieschi, facendo perdere un seggio ad An, regalandolo ai «cugini» storaciani. Più complesso invece il caso di Gatti, cui è stato rimproverato un passato troppo critico all’interno del partito, alcuni passaggi da una corrente e l’altra e più recenti dichiarazioni proprio sulla sua possibile candidatura che sarebbe stata «garantita» da Roma.