«Per la Liguria ci vogliono da 500 milioni a 1 miliardo»

(...) di fronte a danni largamente superiori rispetto a quelli dell'alluvione dello scorso anno, quando si erano calcolati i 300 milioni».
Il modulo sul quale occorre presentare le domande per la richiesta danni è scaricabile online all'indirizzo www.regione.liguria.it e ci sono 20 giorni di tempo per inoltrarle. Le schede per i privati sono disponibili anche presso le sedi comunali e, a Genova, dei municipi. Si può telefonare al numero verde 800445445 per ogni chiarimento. «La regione - ha aggiunto l'assessore Guccinelli - ha predisposto un primo stanziamento per le imprese colpite dalle alluvioni, che si dovrebbe aggirare intorno ai trenta milioni di euro, anche grazie alla riprogrammazione dei fondi europei. I finanziamenti andrebbero così a sommarsi ai 3 milioni di risorse regionali destinate a creare il fondo per l'accesso al credito delle imprese, da costituire in collaborazione con le Camere di Commercio di Genova e di la Spezia».
Dai conti alla politica. «Sono stato attaccato da alcuni, ma non è ora di fare polemiche - ha spiegato ieri Burlando - anche perché ero stato nominato Commissario, ma avevo a disposizione soltanto otto milioni e mezzo di euro contro almeno i 70 che servivano per fare i lavori, come lo scolmatore di sicurezza per il Fereggiano. Genova non potrà mai avere una sicurezza assoluta da questi catastrofici eventi naturali. Possiamo fare i conti soltanto con i dati storici. Per il momento in sicurezza c'è Nervi e Sturla, dove ci sono stati danni al quartiere, ma il torrente non è esondato. Occorre intervenire sul Fereggiano, Bisagno e Chiaravagna. Per la difesa del suolo la regione in sei anni ha speso 200 milioni, di cui 115 per il Bisagno e 20 per Fereggiano e Sturla». Ho consultato i maggiori esperti e, pure per i piani di bacino, chiederemo consulenze di eccellenza come quella al professor Seminara e all'Università di Genova». Ieri Burlando ha sentito pure il presidente di Banca Carige, Giovanni Berneschi, che gli ha assicurato l’applicazione di un tasso agevolato per i mutui alle aziende colpite dall’alluvione. Potrebbe essere inferiore al 3 per cento.