«Dalla Liguria un coro contro l’Udc»

Le strategie incomprensibili di Follini & C. danneggiano tutto il centrodestra

Egregio Direttore, io non resisto più. Casini, Follini e Buttiglione stanno sferrando l’attacco decisivo al Cav.. Partendo dal presupposto che sono un estimatore di Berlusconi per quanto ha fatto per l’Italia, in primis per averci evitato un governo Occhetto con la gioiosa macchina da guerra nel ’94, ma considerando anche che la permanenza di Berlusconi come premier non debba essere «per forza» considerata un must, mi domando: a che cosa puntano i nostri tre eroi postdemocristiani? Il Centro in un sistema bipolare, votato da un referendum, agognato per anni da tutti, e che deve solo essere migliorato e non rinnegato, non ha alcun senso, perché si tratterebbe molto banalmente di un tripolare, mai visto al mondo. Sostituirsi loro al centrodestra? Mi scappa da ridere, potendo essi contare forse sul 6% dei consensi. Consegnare il Paese alla sinistra? Non credo sia seriamente nelle loro intenzioni. Ma allora che cosa vogliono? Perché farci passare l’estate ad ascoltare la frase «voglio un segno di discontinuità, ma la leadership di Berlusconi non è in discussione (Casini)» per poi sfociare in «il nostro candidato è Formigoni» (Buttiglione). Che politica è, di che novità stiamo parlando? La novità vera è che, anche e soprattutto grazie alla guida, non certo perfetta, ma certamente carismatica, di Berlusconi, ora, a differenza che nel passato, il centro-destra esiste, e si manifesta in valori importanti. Sui valori dovremmo lottare e distinguerci dalla sinistra, e a mio avviso Berlusconi dovrebbe avere il coraggio di non candidarsi o meglio ancora di fare anche lui le primarie, dedicandosi poi a guidare il Partito Nuovo degli Innovatori, che non potrà chiamarsi Forza Italia, ma neppure Dc. I valori «coagulanti» non mancano di certo, ed a me personalmente non importerebbe affatto se in questo ressemblement confluissero ex-Dc, ex-Fi, ex An, ex-Leghisti, ex non votanti, ex non mi riconosco in nessun partito esistente, anzi! Provo a mettere giù una micro lista, dove l’unico valore unificante è quello di non poter essere sottoscritta da nessuna persona di sinistra: Politica estera: posizione filo-americano e filo-israeliana e decisamente antiterrorista islamica.
La guerra contro i dittatori sanguinari non è un disvalore, in quanto coincide col tentativo di «imporre» la democrazia, tentativo sano e nobile. Politica interna: rafforzamento delle Forze di polizia, con particolare riguardo al rapporto coi clandestini e comunque (vedasi Blair) con chiunque inciti alla rivolta contro il sistema; durissima presa di posizione anche con i rivoltosi interni, dai danneggiatori sistematici no-global alle nuove Br. Lavoro: spinta forte all’impresa e formidabile diminuzione della potenza contrattuale del sindacato, inteso nella sua barbara accezione di difesa dell’esistente, e quindi difesa del fannullone. Enorme spinta alla meritocrazia con contratti ad-hoc su di essa basati in modo sostanziale e non formale. Pubblica Amministrazione: diminuzione drastica del numero di parlamentari, del numero di eletti in ogni ordine e grado e, specialmente, drastica riduzione dei loro imbarazzanti emolumenti e prebende. Vendita di beni insensatamente pubblici. Creazione del Ministero contro gli sprechi: c’è già il Ministro ideale, Raffaele Costa, oggi esiliato a fare il presidente della provincia di Cuneo. Pieni poteri di smantellamento degli enti inutili in tempi pubblicati e verificabili dal cittadino. Per Costa, avendone seriamente il mandato, sarebbe un gioco da ragazzi, avendo letto le sue pubblicazioni. Valori etico/politici di fondo: adesione o rispetto della religione cattolica come elemento fondante della civiltà italiana, così come le radici cristiane non possono non essere riconosciute come base dell’Europa; totale avversione ad ogni sistema totalitario, del passato, presente e futuro; avversione cerebrale convinta al concetto di comunismo, in quanto dimostrato nel tempo essere stato portatore di sole tragedie; cultura del liberalismo e dei valori positivi del lavoro, non come massacro del popolo, ma come possibilità concreta dell’uomo di realizzare i propri sogni o almeno di vivere dignitosamente. Potrei andare avanti, e mi piacerebbe, ancora per ore, tali e tanti sono gli elementi distintivi tra cultura conservatrice/sinistrese e cultura innovatrice/moderata. Si formi un cartello programmatico di pochi valori e di pochi importanti progetti, sottoscritto da alcuni e ostracizzato dagli altri. Tertium non datur.