Liguria e Toscana Giovedì torna l’allarme meteo

L’hanno trovata, ma nessuno la cercava. L’ottava vittima dell’alluvione che ha colpito lo Spezzino è una donna della quale il marito, ricoverato in ospedale, non aveva denunciato la scomparsa. Una volontaria della protezione civile l’ha scoperta sollevando un mobile tra le macerie di una casa crollata e lo choc è stato fortissimo: per un attimo ha creduto che fosse una bambola. Si chiamava Rita Cozzani, era una professoressa della Spezia delle scuole medie Giuseppe Mazzini. Aveva una sessantina d’anni. È stata sorpresa dall’alluvione a Borghetto Vara mentre con il marito, l’assicuratore spezzino Francesco D’Avanzo, si trovava in auto sull’autostrada A12. Lui si è salvato ed è riuscito a salvare un’altra donna. Lei, invece, è rimasta intrappolata nel fango. Poi l’uomo è stato ricoverato in ospedale e ha creduto che anche la moglie fosse nella stessa situazione. Secondo alcuni testimoni, i due martedì scorso stavano percorrendo la A12 quando, a causa del maltempo, sono stati costretti a uscire obbligatoriamente al casello di Brugnato. L’autostrada era interrotta. Mentre attraversavano la Val di Vara, la piena li ha travolti a Borghetto. La loro auto è rimasta bloccata nel fango. Entrambi sono riusciti a scendere per tentare di trovare rifugio. Ma sono stati travolti.
Restano perciò ancora cinque i dispersi ufficiali in Liguria, di cui si conoscono i nomi e i cognomi. Altri due i dispersi nell’alta Toscana. Ma potrebbero essere almeno dieci le persone rimaste vittime dell’alluvione. Tante sono infatti le segnalazioni dei parenti che non sono state ancora compiutamente formalizzate. Con il trascorrere delle ore aumenta anche il rischio di non trovare più nemmeno i loro cadaveri, portati lontano dalla furia dell’acqua. Poi ci sono le storie che si rincorrono senza controllo, testimoni che giurano di aver visto un’auto con fari accesi e gente a bordo scorrere via lungo il torrente. Le comunicazioni sono ancora difficili, la rete telefonica funziona a tratti, e in alcune zone non c’è acqua, gas, nemmeno energia elettrica. Chi ha l’acqua deve comunque bollirla prima di berla. Gli sfollati che non hanno più casa sono trecentoventi. Molti altri non vogliono lasciare la propria abitazione: anche se stanno al freddo e non hanno energia elettrica, cercano di ripulirla dal fango per ricominciare subito a vivere la normalità. Ma è difficile. Si scava e si pulisce guardando il cielo perché secondo le previsioni giovedì la pioggia tornerà. A Rocchetta di Vara, frazione ancora isolata i soccorsi arrivano soltanto con l’elicottero o a piedi. A spanne si fa la conta dei danni: 30 milioni secondo il sindaco di Monterosso Angelo Betta. «Monterosso è annegato nel fango ma i canali erano puliti - dice Betta - hanno ceduto i muretti a secco e una massa enorme di fango è arrivata fino al mare che martedì era forza 5 e non riusciva più a ricevere». Lui è il sindaco eroe che ha salvato un centinaio di bambini. Quando ha visto il maltempo ha dato l’allarme chiamando a casa i genitori: tutti i bambini sono stati fatti uscire dalla scuola che dopo un quarto d’ora è stata investita dall’onda di fango ed è crollata. Poteva essere una carneficina.
Intanto la Capitaneria di Porto di Genova ha lanciato un allarme per la presenza di imbarcazioni, detriti e tronchi d’albero alla deriva, nel tratto di mare compreso tra il capoluogo ligure e La Spezia. Ai diportisti della zona si raccomanda la massima attenzione.