In Liguria essere clandestino è meglio che essere cittadino

Una legge regionale ligure stanzia ora 700mila euro per finanziare strutture comunali di accoglienza e dialogo per gli immigrati. Forse sarebbero meglio spesi per sistemare le strade cittadine ridotte a monti e fossi, buche, costeggiate da erbacce, per non parlare poi dei marciapiedi. Ma forse sarebbe ancor meglio aiutare i tanti pensionati liguri al minimo, che però nella loro vita hanno sempre pagato quelle tasse che hanno consentito a questi ineffabili amministratori di sinistra, di vivere in un Paese diventato più prospero e civile, tanto da attirare le brame di torme di approfittatori extracomunitari clandestini cui, sempre i suddetti sedicenti amministratori progressisti, vorrebbero dare subito anche il diritto di voto. Si spiega così il vero scopo di tanto interessamento per chi ci è piombato qui, fra capo e collo, a saccheggiarci sanità, case popolari, strutture sociali e quant’altro creato dai sacrifici degli operosi italiani, che vengono ora discriminati da questi demagoghi e inetti figuri che governano regione, provincia e comune. Le persone, spero in buona fede, che li hanno finora sempre votati se ne accorgeranno fra breve, dopo le elezioni, quando saranno rivisti gli estimi catastali, le addizionali Irpef e tariffarie, la Tia ecc... E tutto questo anche e sopratutto perché gli amministratori cittadini hanno più a cuore un clandestino di un cittadino italiano da generazioni, che ha anche il vizio di pagare le tasse. Ma conoscendo la sinistra chiaramente fa tutto questo per avere qualcosa in cambio: i voti. Almeno fino a che i clandestini, diventanti cittadini, non fondino un loro partito (un altro Hezbollah) per prendere direttamente in mano ciò che resta della nostra Bella Italia.