La Liguria finanzia persino il popolo azteco e l’impero degli Incas

Polemica sugli stanziamenti per le antiche civiltà americane. Il Pdl: «Spesi inutilmente 192mila euro». La giunta: «No, solo 4mila». Ma intanto destina 200mila euro per cercare le campanule sui monti

da Genova

Tawantinsuyu, che? Guai a fare una faccia strana davanti a un assessore della Regione Liguria. Potrebbe offendersi. Perché all’Impero di Tawantinsuyu, che poi sono i quattro territori che componevano l’antico impero Inca, la Liguria ha dedicato una giornata intera. E ci ha investito migliaia di euro. Ma, giusto per par condicio, con la stessa delibera, la stessa Regione Liguria ha anche dato un bel contributo alla «Quarta campagna di solidarietà con il popolo Azteco». Non sia mai che si facciano preferenze, a costo di dare solidarietà a un popolo che la storia ha ricordato anche per la pratica del cannibalismo e dei sacrifici umani.
Di delibere così, in Liguria ce ne sono parecchie. Almeno una a settimana, se si pensa che un consigliere regionale di Forza Italia, Matteo Rosso, si è preso la briga di farcisi una collezione. E siccome non è egoista, la sua collezione privata l’ha donata ai lettori del Giornale, visto che sull’edizione di Genova e della Liguria, tiene una rubrica settimanale - «Carissimi consulenti» - con la quale aggiorna, testi delle delibere alla mano, sulle nuove spese della Regione di Claudio Burlando. La puntata degli Incas e degli Aztechi, datata 22 gennaio, ha fatto andare su tutte le furie l’assessore alle Politiche dell’Immigrazione Enrico Vesco. Perché il caso, dalle pagine del Giornale, è passato all’aula. In consiglio regionale c’è stata l’interpellanza di Matteo Rosso. E l’«investimento» sugli Incas e sugli Aztechi fatto da una Regione che aumenta le tasse per contenere il deficit della Sanità è diventato impossibile da tenere nascosto nel registro delle delibere. Tanto che ieri, a mente fredda e rabbia a temperatura di ebollizione, l’assessore Vesco ha voluto precisare: «La Regione Liguria ha contribuito con 4mila euro complessivi allo svolgimento di una giornata dedicata all’Impero Inca, promossa dal Comitato nazionale per Colombo e alla campagna di solidarietà con il popolo Atzeco organizzata dall’associazione Italia-Messico». Cioè, la delibera impegna sì 190mila euro e spiccioli, ma nel complesso. E Incas e Aztechi ne hanno preso solo una parte.
Il fatto è che la sovvenzione «a sostegno di antiche popolazioni Mesoamericane» rischia di sollevare il coperchio in tempi in cui gli enti locali piangono miseria e spiegano ai cittadini che i tagli devono ricadere sugli asili, le scuole e la sanità, perché non ci sono più sprechi da eliminare. E la rubrica settimanale del consigliere Matteo Rosso è lì, come un archivio, a dire dove finiscono i soldi dei liguri. Un titolo a caso? L’ultimo, quello di martedì scorso: «Duecentomila euro per sapere per chi nasce la campanula». Sì, perché la Regione ha investito somme di questa entità per la salvaguardia «della campanula sabatia». Specie rarissima? Che fiorisce una volta ogni mezzo secolo in cima a un irraggiungibile cocuzzolo delle Alpi Liguri? Macché, il progetto riguarda tutte le province della regione. Campanule ce n’è dappertutto. Risalendo indietro, ma di poco, si trovano ancora incarichi da centomila euro per studiare l’eventuale presenza del canis lupus in Liguria. O per prepararsi all’invasione del cinipide del castagno, un insetto giapponese che è stato avvistato nel Basso Piemonte. Per carità, le consulenze della giunta Burlando riguardano anche cose serie. Il lavoro, ad esempio. Per «inserire» giovani extracomunitari occorrono veri esperti, che hanno competenze che il personale della Regione non ha. E allora si danno incarichi a chi, come credenziale, può vantare un’esperienza da volontaria in organizzazioni non governative in Nicaragua, o agli sportelli «migranti» dell’Arci. Chi non ce la fa a trovare il posto, se extracomunitario, può rientrare nel gruppo dei 48 fortunati che hanno ottenuto un assegno da 300 euro per otto mesi. C’è di che brindare, e la Liguria non si tira indietro. Spese per aperitivi, messe a delibera: dai 36 ai 42mila euro per incontri ai quali partecipano tra le 50 e le 60 persone. Ottantamila euro per ogni Crodino. Alla salute degli Aztechi. Alla faccia dei liguri.