La Liguria del gallo forcello

Giuseppe Casale

In quest’ultimo quadriennio il Comprensorio alpino imperiose, con la consulenza del tecnico faunistico Bepi Audino, ha realizzato importanti studi sulle popolazioni del gallo forcello presenti sul territorio dell’arco alpino della provincia di Imperia. I censimenti, la stima per conteggio diretto o indiretto del forcello, hanno rappresentato il punto di partenza della gestione di questa inestimabile risorsa. Ogni anno ad agosto con la partecipazione dei cacciatori iscritti al Comprensorio alpino, si effettuano i censimenti per stimare l’andamento delle covate, il successo riproduttivo e consentire all’organo di gestione provinciale di formulare il piano di prelievo.
Tramite tali verifiche, realizzate in aree campione sia sul terreno venabile sia all’interno delle Zrc, si è potuto censire, con buona approssimazione, la quantità dei soggetti presenti, analizzare il rapporto di giovani-adulti, l’incremento utile annuo, le fluttuazioni, lo stato e il mantenimento degli habitat.
Attraverso l’esito degli studi effettuati, comparando i dati con i pochi a disposizione degli anni precedenti, si è constatata una graduale riduzione delle popolazioni del tetraonide non imputabile alla caccia, bensì dalla riduzione degli habitat avvenuta a diverse altitudini.
Oggi una parte del territorio e alcuni areali frequentati una volta dal forcello, appaiono seriamente compromessi, di certo sarà quasi impossibile in quelle zone poter recuperare l’equilibrio. Riteniamo doveroso invece iniziare a operare in tutti quegli areali che ancora oggi sono frequentati e abitati dal forcello con lo scopo di riuscire a mantenere integre le condizioni ambientali residue adatte alle loro esigenze ecologiche.
Si è evidenziato che in alcune zone l’entità delle popolazioni di questo selvatico ha subito in circa 30 anni una riduzione graduale dell’habitat causata dall’infittimento del sottobosco, dal proliferare di arbusti e dalle infestazioni di erbacce. Questi cambiamenti ambientali hanno favorito l’estensione dell’areale distributivo e l’incremento delle popolazioni relative al cinghiale.
Durante i monitoraggi faunistici effettuati nelle Zrc, sono state osservate consistenti famiglie di cinghiali anche a quote elevate, tali eventi contribuiscono a incidere negativamente sulle popolazioni del forcello a causa dell’impatto predatorio di questo selvatico.
Sempre nelle Zrc sono state osservate numerose presenze di volpi, faine e corvidi, ciò dimostra ampiamente che non è sufficiente limitarsi a tabellare le zone di rifugio senza far prevalere una giusta impostazione di gestione e di tutela. Abbiamo constatato che in certe particolari condizioni si creano squilibri a favore dello sviluppo di tutte quelle specie selvatiche che riescono a trarre vantaggi a scapito degli equilibri interspecifici e dalla conservazione della biodiversità.
Per questi motivi il Comitato di Gestione del comprensorio alpino e l’assessorato alla Caccia della Provincia di Imperia, stanno lavorando per assicurare un buon livello di conservazione dei siti, mettendo a punto specifici piani di gestione e di interventi per rispondere alle esigenze degli habitat e alla conservazione delle popolazioni del forcello. Con l’aiuto di apposite modalità per l’esercizio della caccia al gallo, si è promossa una campagna di coinvolgimento dei cacciatori iscritti per renderli partecipi alla gestione tramite operazioni di ripopolamento, censimenti, catture e lavori di miglioramenti ambientali concedendo loro la possibilità di una possibile ammissione alla caccia al gallo forcello attraverso punteggi meritocratici ottenuti in relazione alle reali prestazioni effettuate per la gestione del Comprensorio.
Dal 1° febbraio il Comitato di gestione del Comprensorio alpino ha disposto un regolamento per l'attribuzione di incentivi economici ai proprietari e conduttori di fondi rientranti nel territorio del Comprensorio per interventi di miglioramento ambientali a fini faunistici. Tramite il contributo economico ricevuto nel 2004 dalla provincia di Imperia, il Comprensorio ha provveduto ad appaltare e realizzare lavori di decespugliamento del rododendro sul monte Moneta, per ristabilire l’habitat per la riproduzione del forcello. In maggio e giugno si è realizzato nella Zrc di Garlenda un monitoraggio per stabilire l’entità della popolazione del cinghiale al fine di predisporre un eventuale piano di abbattimento atto a ridurre l’impatto predatorio sui nidi e le nidiate del forcello. Un’altra iniziativa importante promossa dal Comprensorio tramite le modalità della caccia al forcello, è stata raccolta dagli organi interni dei capi abbattuti per verificare e controllare lo stato sanitario della specie.