La Liguria mette in mostra pesce e mucca cabannina

«Vogliamo un mare di visitatori». È questo il proposito per lo Slow Fish 2011, emerso ieri pomeriggio dallo stand della Regione Liguria presente al Lingotto di Torino per il Salone del Gusto. La rassegna enogastronomica torinese ha fatto così da sfondo alla presentazione della nuova edizione dello Slow Food del mare, che, a distanza di due anni, tornerà alla Fiera di Genova dal 27 al 30 maggio. Davanti a decine di addetti ai lavori e a numerosi curiosi, si sono susseguiti gli interventi del presidente della Regione Claudio Burlando, dell'amministratore delegato della Fiera di Genova Roberto Urbani, del vicepresidente della Fondazione Carige Pierluigi Vinai, del presidente di Slow Food Italia Roberto Burdese, del presidente di Slow Food Liguria Valter Bordo e del biologo marino, presidente del comitato scientifico di Slow Fish, Silvio Greco. «Al centro di questa edizione di Slow Fish ci saranno i pescatori - ha anticipato Burdese - Troppo spesso ne ignoriamo l'esistenza, sentendone parlare solo in negativo. Vogliamo quindi sensibilizzare la gente con un progetto educativo dove venga messa in risalto la loro importanza».
Un altro degli aspetti più spinosi del mondo ittico ligure, dibattuto ieri pomeriggio a Torino, riguarda le recenti dichiarazioni del ministro delle Politiche Agricole Giancarlo Galan, sintetizzabili in un: «Liguri, scordatevi i bianchetti». «Mi trovo d'accordo con il ministro - ha spiegato il biologo Silvio Greco - La pesca del novellame come i bianchetti crea danni all'intero ecosistema marino. Fino ad oggi sono arrivate continue deroghe da Bruxelles per continuare la pesca ma dobbiamo prepararci a farne a meno. Tuttavia dobbiamo stare attenti a non confondere i bianchetti con i cicciarelli e gli altri pesci piccoli ma adulti». Particolarmente interessante, all'interno del dibattito su Slow Fish, è stato l'intervento di Pierluigi Vinai, il quale ha voluto spiegare il progetto MareTerra di Liguria, promosso dalla Fondazione Carige. «Sono ormai diversi anni che ci impegniamo nel sociale e con questa iniziativa vogliamo intraprendere un percorso scientifico educativo rivolto soprattutto ai giovani - ha dichiarato Vinai - l'obiettivo è salvare tutti i prodotti della tradizione ligure creando una sinergia tra produttori e consumatori che permetta di accorciare la filiera». Grazie anche all'intervento del progetto MareTerra i presidi Slow Food liguri quest'anno sono passati da otto a undici, includendo per la prima volta degli animali. Si tratta della razza bovina cabannina, originaria di Rezzoaglio e unica nel suo genere per una qualità del latte particolarmente ricca di benefici. Da uno studio dell'Università di Milano è stato infatti dimostrato come il latte delle mucche cabannine sia più digeribile ma soprattutto sia formidabile nel combattere i tumori prostatici.