La Liguria paga i parchi di Cuba

Mancano i soldi, governo ladro. Ma intanto, la Regione si gemella con Cuba e Brasile «per la gestione dei parchi e le attività di educazione ambientale». Che qualcosa costano, e non sembrano proprio né urgenti né indispensabili. Eppure, la giunta guidata da Claudio Burlando e sostenuta da una robusta maggioranza di centrosinistra ha deciso il grande passo che si inserisce, spiega una nota di Piazza De Ferrari, nell’ambito del Terzo convegno mondiale sull’educazione ambientale, in pieno svolgimento al Lingotto di Torino. La formula della manifestazione, aggiunge la nota della Regione, prevede che i Paesi più fortunati «adottino» le delegazioni dei Paesi in via di sviluppo, accollandosi le loro spese di trasferta per consentire la loro partecipazione ai lavori congressuali. Non basta: al congresso mondiale di Torino la Regione Liguria si distingue anche per il suo Centro regionale dell’Educazione ambientale, capofila - si specifica - di 21 strutture di livello locale e provinciale impegnate in progetti di divulgazione scientifica e di didattica con le scuole.
«La gestione sostenibile dell’ambiente è di per sé un modo per affermare la solidarietà fra i popoli» specifica fra l’altro l’assessore Franco Zunino, anche per cercare di giustificare in qualche modo l’impiego di risorse pubbliche in tempi di vacche magre. Non troppo magre, comunque, da impedire il viaggio dello stesso assessore e del suo seguito ai Caraibi per toccare con mano la realtà dell’ambiente cubano, e per concludere, ormai calato nel problema, con la constatazione ufficiale che «le aree del Sud del mondo, come l’ambiente, hanno lo stesso bisogno di uno sviluppo maggiormente equo e sostenibile». Una sciagura, pertanto, se la Regione Liguria fosse costretta a rinunciare a queste attività per colpa del governo. I primi a rimetterci sarebbero i cittadini. Ma solo quelli che sono nelle grazie di Lula e di Fidel Castro.