La Liguria perde colpi

Nel 2004 in Liguria è proseguita la fase congiunturale sfavorevole che già nel biennio precedente aveva caratterizzato l'economia regionale. E sulla base delle prime stime disponibili, il prodotto interno lordo della Liguria sarebbe lievemente diminuito, nella misura dello 0,5 per cento, un dato, che pur soggetto a revisioni, si rivela inferiore alla media nazionale (tra l'1 e l'1,2 per cento secondo fonte Istat). Questo e altri dati significativi della «temperatura» dell’economia ligure sono stati diffusi ieri dalla sede genovese della Banca d'Italia, nel corso di un incontro cui ha preso parte, fra gli altri, il direttore Luigi Fabii e il responsabile del nucleo ricerca economica Enrico Beretta. In particolare, per quanto riguarda il settore industriale, l'attività produttiva si è indebolita - hanno sottolineato i due rappresentanti dell’istituto di vigilanza - a seguito del contenuto livello degli ordini sia interni che dall'estero. Il grado di utilizzo della capacità produttiva è diminuito portandosi al 77,2 per cento, mentre le scorte di magazzino sono rimaste sostanzialmente stazionarie. Il fatturato delle imprese si è ridotto, soprattutto per quanto riguarda le imprese di dimensioni più grandi, con un ristagno delle esportazioni (+0,3%), sotto la media nazionale. Anche la spesa per gli investimenti, condizionata dall'incertezza delle prospettive, ha registrato una notevole contrazione. Tuttavia i settori che hanno dimostrato una certa vivacità sono stati quello della cantieristica, della siderurgia e dell'elettronica. Nella media dell'anno, infine, il livello di occupazione è rimasto sostanzialmente stabile (-0,2%).