In Liguria scende la mortalità per i tumori

Fabrizio Graffione

Il calo della mortalità per tumori tra il 1990 ed il 2002 è più marcato in Liguria rispetto al resto del paese: quindici per cento per gli uomini e quattordici per cento per le donne, rispettivamente meno 12% e meno 10% a livello nazionale. È quanto risulta da uno studio, pubblicato ieri, dall' Ist di Genova. Il calo annuo è stato dell'1,6% per entrambi i sessi. All' interno della nostra regione la diminuzione, fra il 1990 e il 2002, è piuttosto omogenea nei maschi anche se più consistente alla Spezia con meno 17% e minore a Genova e Imperia con 14%. Nelle donne si registra una stabilità della mortalità ad Imperia e Savona, un calo apprezzabile a Genova con meno 12%) e ancora maggiore alla Spezia con meno 16%.
Per quanto riguarda il tumore dello stomaco, in forte calo in Italia, quasi meno quaranta per cento, la Liguria ha presentato una diminuzione della mortalità del 37% negli uomini e del 31% nelle donne. Il calo è abbastanza omogeneo nei maschi, il più consistente a Savona, meno 41%, il minore alla Spezia, meno 35%. Nelle donne, si registrano differenze più ampie con Imperia meno 18%, Genova meno 24%, Savona meno 42%, La Spezia meno 43%.
I decessi per tumore al polmone in Liguria sono diminuiti in maniera significativa per gli uomini: meno 18% contro il meno 15% a livello nazionale. Per contro, l' aumento registrato per le donne è meno marcato in Liguria che nel resto del paese con meno 17% contro il meno 21% nazionale. Eccetto La Spezia con meno 27%, all' interno della regione il calo dei decessi per tumore al polmone è abbastanza omogeneo, intorno al quindici per cento, per gli uomini. Nelle donne, invece si registra un consistente incremento a Savona del 56% ed un incremento minore ad Imperia, 21%, e a Genova, 15%. La Spezia, controcorrente, registra un calo del 22%.
Anche per il cancro alla mammella, la Liguria presenta un calo più significativo rispetto alla situazione nazionale con meno 21% contro il 15% a livello nazionale. All' interno della nostra regione la situazione è disomogenea e si registrano differenze consistenti: dalla stabilità di Imperia, alla lieve diminuzione di Savona, meno 7%, all' apprezzabile calo di Genova, meno 18%, e al forte decremento della Spezia, meno 33%. «Sotto tutti i punti di vista - sottolinea il direttore Dipartimento Epidemiologia e Prevenzione dell'Ist, Paolo Bruzzi - la Liguria appare come una delle più occidentalì tra le regioni italiane: partiva da livelli elevati di incidenza e mortalità, in particolare per i tumori legati ad esposizioni ambientali e professionali, e sta mostrando una riduzione generalizzata alla maggiorparte dei tumori, quasi sempre più marcata rispetto alla media nazionale. Questo sembra indicare la sostanziale validità del sistema ligure inteso come complesso di azioni preventive, diagnostiche e terapeutiche».
Sul trattamento per curare i tumori interviene l'oncologo Stefano Cappato degli Ospedali Galliera: «La terapia tradizionale oncologica ha prodotto risultati eccezionali modificando il decorso naturale della malattia neoplastica e migliorando la spettanza di vita dei pazienti. Tuttavia la richiesta di ottenere anche una migliore qualità di vita porta sempre più spesso a utilizzare anche medicine non convenzionali che hanno radici profonde e centenarie nella cura dell'uomo, medicine che risultano efficaci sia nel trattamento complementare sia nel benessere del paziente. Tanto che negli Stati Uniti il sessanta per cento dei pazienti, durante il loro percorso terapeutico, si rivolge anche alle medicine complementari. Addirittura il governo americano ha deciso da qualche anno di finanziare la ricerca in questo ambito e circa il quaranta per cento delle facoltà di medicina Usa offre corsi di medicina non convenzionale: da quella omeopatica, a quella ayurvedica, a quella cinese, per citarne soltanto alcune».