Liguria, sedie da mille euro ai consiglieri

Paola Setti

da Genova

La Regione Liguria ha i conti in rosso ma non bada a spese. E così i presidenziali glutei si accomoderanno su poltrone finalmente all’altezza: Frau, Tecno o similari, purché siano di altissima qualità. Valore, mille euro. Le natiche di assessori e consiglieri, un po’ meno nobili ma pur sempre degne, avranno egual diritto. E il pubblico non avrà di che lamentarsi dei sedili che, fra l’aula e il corridoio, costeranno pur sempre 300 euro. L’hanno chiamata «operazione restyling». Trattasi di 2.727.000 euro più spiccioli, che verranno investiti per adeguare, in sicurezza e comfort, la sala che ospita l’assemblea ligure.
A propria discolpa il presidente del consiglio regionale Mino Ronzitti che lui non c’entra: «Meriti e demeriti sono tutti della giunta, io ho solo chiesto che si mantenesse un profilo di sobrietà e non di sfarzo e infatti ho fatto sostituire la pelle con il cotone». Dicono abbia anche chiesto di alzare di 150 centimetri la sua postazione, perché il presidente della giunta Claudio Burlando siede davanti a lui e alto com’è gli impedisce la visuale. Ribatte la giunta che comunque è tutta colpa della maggioranza precedente, perché fu Sandro Biasotti a impegnare i fondi subito dopo aver trasformato in reggia la dimora di presidente e assessori fra le urla del centrosinistra. Però, Burlando non ha annullato stanziamento, gara e progetto, affidando invece i lavori alla società genovese «Mantelli 1948» su progetto dell’architetto Maurizio Canepa. Intanto il colore: basta con quel verde tetro, qui servono tinte regali: legno e mattone, polenta e ribes. Poi i pavimenti: via quella triste moquette e avanti parquet di faggio e marmo di Carrara, naturalmente «della migliore qualità, senza scaglie, vene, nodi, peli o altri difetti», là dove «non saranno tollerate stuccature, tasselli, rotture, scheggiature» e tutto, dagli infissi ai rivestimenti acustici dovrà essere «di prima scelta».
Se gli arredi si poteranno via 519mila euro, le opere edili ne costeranno un milione e cento, perché l’aula da rettangolare diverrà ovale «per consentire ai consiglieri di guardarsi in faccia». E per consentire anche al resto del mondo di guardare in faccia i consiglieri, ecco spuntare un avanzatissimo sistema di telecamere a circuito chiuso e monitor, e a completare la dotazione tecnologica postazioni internet e un nuovo sistema di voto elettronico. Fra impianti elettrici e meccanici se ne va un altro milione. È l’austerity, baby.