La Liguria si colora con le bandiere dell’ambiente pulito

Acque limpide premiate con il vessillo blu, ma vincono i borghi che fanno raddoppiare l’arancione

Francesca Nacini

Puntuali quanto il sole e il caldo piovono copiosi anche quest’anno in Liguria i riconoscimenti per la qualità del territorio e dei litorali. Sono state assegnate, infatti, ieri, in Regione, sotto gli occhi fieri dell’assessore al Turismo Margherita Bozzano, le bandiere blu e arancioni ai Comuni che, tra migliaia di candidature, si sono distinti per bellezza, pulizia, vivibilità e politiche turistiche adeguate.
Trentadue in totale i vessilli che sventolano da oggi nella nostra regione, divisi tra località di mare, approdi turistici e borghi dell’entroterra.
Le novità più significative si sono registrate tra le bandiere arancioni, raddoppiate in un sol colpo. A fregiarsi del riconoscimento, che è garanzia - grazie ai criteri del Touring Club Italiano - di qualità ambientale, ottima ricettività turistica e buona ospitalità, non saranno più solo Sassello, Dolceacqua, Santo Stefano D’Aveto, Apricale e Castelnuovo Magra, ma anche Brugnato, Castelvecchio di Rocca Barbena, Toirano, Triora e Varese Ligure. Tutte questi paesi sono stati giudicati, infatti, grazie alla conservazione dei centri storici, alla manutenzione degli arredi urbani,alle attività promozionali e alle armoniche sinergie tra ambiente e industria gastronimica, veri principi del nostro entroterra per la cui valorizzazione il premio era stato proprio creato nel 1998 dall’allora assessore al Turismo ligure Maria Paola Profumo. Particolarmente curiosi per la loro storia, tra i neopremiati, i piccoli borghi di Castelvecchio di Rocca Barbena, in provincia di Savona e di Triora in provincia di Imperia: il primo, infatti, nato intorno a un antico castello medievale, è il paese del bandito leggendario Bastian Contrario, noto per la verve polemica, mentre il secondo è il famoso paese delle streghe che nel Medioevo ospitava anche un «locum iustitiae», ossia un fortino per l’esecuzione delle pene capitali. Interessanti, inoltre, le realtà di Sassello, che con i suoi amaretti e i suoi funghi porcini vanta la prima bandiera arancione italiana, e di Dolceacqua, in Val Nervia, che, oltre a fregiarsi del pregiato riconoscimento per i suoi suggestivi scorci e per i suoi tesori gastronomici, ospita l’Associazione Nazionale Bandiere Arancioni, presieduta da Fulvio Gazzola e promotrice di utilissime iniziative di marketing e comunicazione culturale.
Nessuno storico raddoppio ma comunque tanta soddisfazione anche per le località costiere: dieci bandiere blu per gli approdi turistici in grado di conciliare servizi e misure di sicurezza ottimali con il rispetto dell’ambiente e delle acque (Portosole di Sanremo, Marina degli Aregai a Santo Stefano al Mare, Imperia Mare, Marina di Andora, Porto Luca Ferrari ad Alassio, Vecchia Darsena di Savona, Porto Carlo Riva di Rapallo, Marina di Chiavari, Marina di Portovenere e Porto Lotti a La Spezia) e dodici spiagge premiate per la balneazione. Tra esse, purtroppo, non sono state riconfermate Chiavari e Taggia, e al loro posto sono apparse Spotorno e Varazze. Positivamente abbonate al vessillo sono rimaste, invece, Camporosso, Bordighera, Bergeggi, Spiagge Fornaci e Natarella di Savona, Albisola Superiore, Albisola Marina, Celle Ligure, Lavagna, e Lerici, con Moneglia veterana, premiata senza interruzioni dal 1990. Tra i criteri seguiti per l’assegnazione delle bandiere blu dalla FEE, Fondazione per l’Educazione Ambientale, che ha istituito il premio nel 1987, non solo valutazioni sulla balneabilità e qualità delle acque ma anche giudizi sugli impianti di sicurezza, sulle attrezzature di salvataggio e sulle spiagge nel loro complesso; per le località bocciate, inoltre, sono stati studiati appositi progetti di miglioramento nella speranza di poterle promuovere nei prossimi anni.
Una Liguria «DaMare», come recita il nuovo slogan che sta lanciando la Regione, quindi, quella imbandierata a livello nazionale ieri, pronta sempre più ad accogliere quel turismo internazionale così attento alle attestazioni di qualità: perché - come sostiene il direttore generale del Touring Club Italiano Guido Venturini - «non si possono intasare solo i grandi attrattori turistici nazionali» e bisogna attirare la gente in quell’Italia «minore» fatta di piccole realtà, che trova in Liguria una «cerniera» ideale e naturale tra mare e monti, presente e passato.