La Liguria sventola le sue «bandiere» a caccia di turisti

Comuni invitati a conquistare gli ambìti drappi «arancioni» del Touring club

Pare che il primo a lanciare l’idea sia stato proprio il comune di Sassello, quello degli amaretti. Pare che al sindaco della piccola comunità del savonese, a seguito del successo riscontrato dall’iniziativa del Touring Club circa l’assegnazione delle ormai famigerate bandiere blu ai comuni marinari più «a misura di turista», si sia accesa una lampadina: perché non inventare delle bandiere anche per i comuni montani? Sembra incredibile, ma alla fine è andata proprio così: dalla piccola valle alle spalle di Savona la piccola idea del piccolo borgo ha intrapreso un lungo viaggio di orecchio in orecchio, di mente in mente e di documento in documento, continuando a crescere lungo il suo percorso, fino a divenire quello che oggi è l’unico progetto italiano inserito dall’Organizzazione Mondiale del Turismo fra i 50 programmi realizzati con successo in tutto il mondo per uno sviluppo sostenibile del turismo.
Quando le «Bandiere Arancioni» vengono istituite nel 1998, la Regione Liguria non perde tempo e l’anno successivo avvia il progetto pilota «Bandiera Arancione, marchio di qualità turistico ambientale per l’entroterra» grazie al quale Sassello agguanta la prima Bandiera Arancione assegnatagli ad honorem come ideatore del progetto, seguito a ruota da Dolceacqua (Imperia), S.Stefano d’Aveto (Genova) e, in un secondo tempo, anche da Apricale (Imperia) e Castelnuovo Magra (Spezia). Ad oggi sono infatti questi i 5 piccoli centri liguri a vestirsi di arancione tra i 100 distribuiti in 13 regioni italiane, ma potrebbero divenire molti di più, dato che proprio ieri è stata presentata la seconda edizione del progetto per invitare un sempre maggior numero di comuni «nostrani» a candidarsi per essere inseriti nella prestigiosa lista del Touring Club. Lista che offre indubbi vantaggi ai piccoli centri che entrino a farne parte, confermati dai dati raccolti nel paesino-campione di Dolceacqua dove nel 2001 il numero di ingressi stagionali nell’ufficio turistico arrivava a 280 anime contro le 1000 del 2004, senza contare poi l’aumento di punti di ristoro e soluzioni bed & breakfast sul territorio comunale, per venire incontro al sensibile incremento della richiesta turistica. Insomma, le Bandiere Arancioni funzionano, eccome se funzionano.
Eppure, il minuscolo centro di Cogorno, arroccato nell’entroterra genovese, pur senza il supporto di bandiere alcune, arancioni, verdi o birulò che siano, è risultato 19° tra i primi 100 in Italia nella speciale classifica dei «Luoghi del Cuore» del Fai stilata dai lettori della rivista «Meridiani», che hanno premiato soprattutto il suo Palazzo Comitale dei Fieschi nel borgo medievale della Basilica a S.Salvatore.