La Liguria va avanti disunita e i Comuni perdono altre risorse

(...) problemi a portare avanti il proprio lavoro in maniera autonoma.
Il fatto è che i liguri un po’ questa situazione se la sono andata a cercare se è vero, come è vero, che dal 2000 ad oggi non hanno mai pensato a cercare di unire le forze e razionalizzare le spese dando vita, per esempio, alle Unioni dei Comuni. Si tratta di enti locali che raggruppano più comuni, di norma confinanti, per l’esercizio congiunto delle funzioni come previsto dalla legge 267 dell’agosto 2000. In sintesi: ogni amministrazione mantiene la propria autonomia politica ma attraverso un organo comune gestisce in maniera associata funzioni e servizi. Dovrebbe essere la regione a predisporre gli ambiti della gestione attraverso leggi proprie ma la Liguria, con la Basilicata e la Valle d’Aosta, è l’unica realtà nazionale a registrare il numero zero alla voce «Unione dei Comuni».
In sostanza la Regione Liguria dal 2000 ad oggi non ha mai avviato questo processo di razionalizzazione che in Lombardia conta 53 situazioni e in Piemonte 50, ma anche nelle Marche (con popolazione inferiore alla Liguria) se ne contano ben 11. «Il federalismo municipale è un processo purtroppo virtuoso estraneo alla nostra regione - spiega Pierluigi Vinai, segretario regionale dell’Anci Liguria -. Il motivo di un ritardo del genere lo deve dare chi negli ultimi dieci anni ha amministrato la Liguria. Ora sarebbe fondamentale puntare su processi di questo tipo».
Vinai in questi giorni sta lavorando per incontrare i sindaci di tutti i comuni della Liguria per spiegare le ripercussioni dei provvedimenti finanziari del Governo sui bilanci dell’ente più prossimo alla cittadinanza, ma soprattutto per cercare di capire come muoversi per uscire da quella che per molti appare una palude dalla quale si sarà inghiottiti. Ha cominciato ieri affrontando l’argomento a Savona e Genova, poi giovedì sarà ad Imperia e Albenga, lunedì 29 a Chiavari e Rapallo, martedì 30 a Sanremo e Ventimiglia, giovedì 2 dicembre a Cairo e Loano. «È il momento di scrollare l’albero e capire se c’è ancora qualche frutto buono da mangiare - commenta il segretario regionale di Anci Liguria-. Vanno guardate con attenzione tutte le deliberazioni di spesa: è il momento di eliminare quelle superflue o non più sostenibili. Bisognerà anche evitare la sagra estiva o la festa di paese se sarà il caso, ma è anche il momento di farsi più furbi ed unire le forze per ragionare su altri modi di ottenere ciò che è necessario: per esempio dovremo lavorare per fare rete sui progetti del fondo sociale europeo o altri programmi europei». Perché sono molte le distonie da questo punto di vista in Liguria «con sindaci che in un Comune provvedono al ripascimento della spiaggia mentre in quello vicino agiscono in maniera opposta».
Il totale della mancanza di entrate ai Comuni di tutta Italia sarà di circa tre miliardi con una capacità di spesa dimezzata nell’ambito della formazione e della consulenza e sostanzialmente annullata per quanto riguarda sponsorizzazioni ed eventi, «ma attendiamo anche dal Governo i decreti attuativi che possano spiegarci in che modo poter reperire nuove risorse» completa Vinai facendo riferimento al federalismo demaniale (immobili, spiagge e caserme passeranno dal demanio ai comuni) e il federalismo fiscale (nuove entrate locali arriveranno, ma solo dal 2014).