La Liguria vince il record dell’Ici più alta d’Italia

Secondo l’Ufficio studi degli artigiani di Mestre, il valore pro capite nel 2004 era di 289,98 euro

Con un valore pro capite riferito al 2004 di 289,98 euro, sono i liguri i più tartassati d'Italia dall'Ici. È quanto emerge da un'analisi dell'Ufficio studi della CGIA di Mestre. Seguono i valdostani con 258,31 euro e al terzo posto troviamo i laziali con 255,73 euro pro capite.
I meno «vessati» dall'Ici sono i calabresi che versano nelle casse dei loro rispettivi comuni mediamente solo 69,49 euro. La media nazionale è di 170,15 euro. L'incidenza percentuale sul totale delle entrate correnti vede, invece, primeggiare l'Emilia Romagna (27,3%), i cui comuni fanno dell'Ici la principale fonte di gettito. Segue il Lazio (24,9%) e la Liguria (24,8%). La media nazionale si attesta sul 19,7%.
Infine la regione che ha registrato la variazione più marcata tra il 2004 rispetto al 2003 è stata l'Abruzzo (+7,9%). Al secondo posto il Molise (+5,7%) e al terzo posto la Valle d'Aosta (+5,2%). Il dato media nazionale è stato del +1,7%.
«Non bisogna dimenticare, ad esempio, che l'Ici può essere applicata con un'aliquota inferiore al 4 per mille nei confronti di proprietari che eseguono interventi volti al recupero di unità immobiliari inagibili - spiega Giuseppe Bortolussi, segretario della CGIA di Mestre - mentre i comuni ad alta tensione abitativa possono prevedere delle aliquote superiori di due punti al limite massimo fissato per legge che è pari al 7 per mille».
Questo avviene per quelle abitazioni che intenzionalmente vengano mantenute sfitte da almeno due anni. Al tempo stesso possono essere applicate aliquote più favorevoli per i proprietari che concedono in locazione gli immobili a titolo di abitazione principale aderendo ad accordi locali tra le organizzazioni dei proprietari e quelle dei conduttori.
«Più in generale - conclude Bortolussi - l'imposta comunale sugli immobili deve essere pagata non solo dai proprietari di fabbricati ad uso residenziale, commerciale o industriale ma anche dai possessori delle aree edificabili o di terreni agricoli nonchè dai titolari dei diritti reali di godimento sugli immobili sopra elencati e dai locatori in caso di locazione finanziaria.
Infine, il pagamento dell'imposta spetta anche ai concessionari di aree demaniali. La scadenza del pagamento della prima rata deve avvenire entro il prossimo 30 giugno».
Ed ecco quindi il gettito dell’imposta comunale sugli immobili per regione. Valori pro capite nel 2004.
Liguria 289,98; Valle D'Aosta 258,31; Lazio 255,73; Emilia Romagna 245,03; Toscana 219,16; Piemonte 203,23; Lombardia 188,79; Friuli-Venezia Giulia 179,37; Veneto 175,06; Trentino-Alto adige 163,59; Marche 144,90; Umbria 142,31; Abruzzo 140,36; Molise 123,27; Puglia 119,00; Sardegna 110,65; Campania 103,71; Sicilia 88,93; Basilicata 76,56; Calabria 69,49; Totale Italia 170,15.
La seguente, invece, è l’incidenza in percentuale sulle entrate correnti del 2003.
Emilia Romagna 27,3; Lazio 24,9; Liguria 24,8; Toscana 23,1; Veneto 22,4; Lombardia 21,7; Piemonte 21,0; Abruzzo 19,5; Puglia 18,9; Friuli-Venezia Giulia 18,4; Marche 17,3; Umbria 16,3; Molise 15,4; Valle D'Aosta 14,3; Campania 14,2; Sardegna 12,8; Trentino-Alto Adige 11,9; Sicilia 10,7; Basilicata 10,6; Calabria 10,3; Totale Italia 19,7.
Infine, questo è il gettito 2004 in variazione percentuale tra 2004 e 2003.
Abruzzo 180.484.889 (7,9%); Molise 39.654.556 (5,7); Valle D'Aosta 31.524.514 (5,2); Calabria 139.771.917 (3,7); Friuli-Venezia Giulia 214.914.926 (3,7); Veneto 812.767.446 (3,1); Emilia Romagna 999.828.871 (2,6); Piemonte 867.853.027 (2,5); Lombardia 1.745.662.068 (1,8); Sicilia 444.951.491 (1,7); Campania 597.391.855 (1,6); Trentino-Alto Adige 157.450.497 (1,5); Puglia 480.861.489 (1,5); Toscana 781.544.690 (1,0); Liguria 457.437.770 (1,0); Basilicata 45.708.892 (0,8); Marche 218.056.483 (0,4); Lazio 1.331.129.609 (-0,2); Umbria 120.679.802 (-0,6); Sardegna 181.811.815 (-0,6); Totale Italia 9.849.486.607 (1,7).

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