La Liguria vuole i turisti, ma li tratta male

Una bella voce di donna registrata sul disco dirotta chi telefona per avere informazioni turistiche al numero 010-2530671. In italiano e in inglese, perché Genova è pur sempre internazionale. Peccato, perché poi non risponde nessuno. L’Azienda di Promozione turistica di Genova ha ancora un sito internet più o meno aggiornato, ma non esiste più. Non sono nemmeno più funzionanti gli Iat della Stazione Principe, dell’aeroporto Colombo di Sestri Ponente, né di Ponte Doria, alla Stazione marittima. Hai voglia a chiamare come indica il link del sito Apt di Genova... Il telefono squilla a vuoto. Mattino e pomeriggio. La riforma del turismo varata dalla giunta Burlando è questa. Ma non solo. Anche le proprietà delle ex Apt, chiuse con il bilancio del 2006, sono adesso della Regione, ma non si sa quale sarà il loro futuro. Vedi il golf di Rapallo, ma anche i campi da tennis di Sanremo, storico patrimonio del ponente, che potrebbero - ma sono solo voci - anche essere ceduti a chissacchì.
La riforma regionale del turismo che - come meglio insegna il governo Prodi - sembra voler prima di tutto distruggere quello che aveva fatto il governo di centro-destra, doveva partire con i nuovi Sistemi Turistici Locali turistico all’inizio dell’anno, ma ha ancora il freno a mano inserito. E chi non ce la fa da solo, magari con il sostegno dei singoli Comuni, deve chiudere. Genova è un esempio, con gli Iat che non rispondono più. Ma tra i più arrabbiati ci sono gli operatori turistici del Ponente. «Noi gli uffici turistici locali li abbiamo tenuti aperti a nostre spese, senza aver ancora ricevuto i finanziamenti, anzi, sapendo che verranno tagliati - spiega Franco Amadeo, assessore provinciale al Turismo di Imperia -, La Regione ha già cancellato dal bilancio 750mila euro oltre ai 230mila destinati al personale e non ha ancora messo in rete il portale della Liguria che ha già avuto un anno di tempo per realizzare. Insomma è un disastro su tutti i fronti e noi siamo pronti a muoverci per contrastare una politica fallimentare sul piano turistico, una politica che ci porterà alla rovina. Siamo pronti a ricorrere al Tar».
L’accentramento totale su Genova non piace a chi crede nella molteplice vocazione turistica della Liguria. «Oltretutto siamo di fronte a un totale immobilismo dell’amministrazione regionale - continua Amadeo -, un immobilismo che costerà carissimo agli operatori turistici e che rischia di affossare un comparto fondamentale per la nostra provincia. Noi rivendichiamo la nostra autonomia e non vogliamo che la Regione si ricordi di noi soltanto per spremerci finanziariamente senza che poi vi siano ricadute sul nostro territorio».
IL CASO GOLF DI RAPALLO. «Qual è il destino di un impianto prestigioso come il Golf di Rapallo? Se la Regione decidesse di venderlo sarebbe scandaloso!». Gianni Plinio, capogruppo di Alleanza nazionale in Regione vuol vederci chiaro. E così ha presentato un’interpellanza urgente per conoscere se anche l’impianto del golf di Rapallo sia compreso nella lista dei beni delle ex Apt da mettere in vendita, per ragioni di bilancio, da parte della giunta regionale. «La precendente amministrazione di centro-destra - attacca Plinio - varando la legge dei sistemi turistici locali, si era affrettata a fornire le pubbliche garanzie all’allora sindaco Roberto Bagnasco che il bene sarebbe stato - tramite convenzionamento - riassegnato immediatamente al Comune di Rapallo. Il silenzio del presidente Burlando e dell’assessore al Turismo Bozzano sulla delicata questione dei beni delle ex Apt, invece, insospettisce ed inquieta. Con questa nostra iniziativa esigiamo risposte ben chiare. Ci impegneremo, in ogni caso, a fondo affinché la Regione non espropri e venda beni che devono restare ai Comuni in regime di vincolo a fini turistici e culturali così come è stato finora». Il caso Golf di Rapallo è solo una delle voci in discussione: i beni delle Apt sono molti e prestigiosi. Sempre a Ponente ci sono i campi da tennis di Sanremo il Forte di Ventimiglia e molti altri. Ma anche per il personale degli ex Iat non sono tempi sereni, vista la riduzione dei finanziamenti al settore e al comparto personale. Sono in tanti quelli che chiedono certezze alla Regione, ma la giunta, per il momento, sembra non voler chiarire le prorie intenzioni. E il turismo aspetta, mentre i telefoni suonano a vuoto.