Lila sfrattata da Palazzo Marino Landi: «Troverò una soluzione»

Dopo l’Osservatorio meteorologico, l’associazione dei Sardi e l’associazione degli ex deportati adesso tocca alla Lila Milano Onlus, la lega Italiana per la lotta contro l’Aids. Sfrattata e rimasta senza tetto. Il Comune, che dal 1990 ospitava l’associazione di volontariato in alcuni locali della sede del consiglio di zona 5 di viale Tibaldi, ha intentato una causa per sfratto. Dal 1999 infatti il contratto di comodato d’uso era scaduto e non era stato rinnovato, ma l’associazione continuava a occupare i locali: «Ora - spiegano dall’associazione - l’esigenza del consiglio di zona di riprendere possesso dell’uso dei locali occupati dalla nostra sede è diventato improrogabile». Tutte le possibili soluzioni prospettate fino ad oggi, secondo la Lila, si sono rivelate inadatte per l’onerosità del canone di affitto o per lo stato dei locali, che avrebbe richiesto eccessive spese di ristrutturazione. «Abbiamo bisogno di uno spazio decoroso - conclude la Lila - privo di barriere architettoniche, in una zona non troppo periferica e servita dai mezzi, all’interno di una struttura pubblica o comunque di un luogo frequentato a diverso titolo da un pubblico vario».
A difesa dell’associazione e del «meritorio lavoro che svolge quotidianamente» scende in campo l’assessore alla Salute del Comune, Gianpaolo Landi di Chiavenna: «bisogna scindere i due aspetti della questione - premette - da un lato se il contratto era scaduto non posso che convenire con gli uffici che fosse giusto intentare una causa per liberare spazi di proprietà comunale da un’occupazione coatta. Dall’altro, però, si pone la questione “morale” per l’alto valore dell’associazione e del suo operato che si batte per la diffusione di una corretta informazione e della prevenzione della diffusione dell’Aids. Mi impegno personalmente, insieme al collega alla Casa Gianni Verga per trovare una soluzione logistica, a prezzi politici, che consenta alla Lila di proseguire la sua attività meritoria. Così come le associazioni sindacali e quelle di partito, anche la Lila ha diritto ad avere degli spazi in affitto a prezzi accessibili».