L'imam di Roma: "L'Islam rifiuta l'oppressione e l'aggressività: liberatelo"

Abdellah Redouane: "I
musulmani italiani che adorano Allah nella più grande moschea d'Europa non
possono restare indifferenti all'angoscia del popolo italiano e dei familiari di Daniele
Mastrogiacomo"

Roma - «Oggi è venerdì, giorno in cui i musulmani, ovunque si trovino, si radunano nelle moschee per pregare. Un atto che avvicina i credenti al loro creatore e un momento di purificazione e serenità da condividere con l'altro, il vicino. I musulmani italiani che adorano Allah nella più grande moschea d'Europa non possono restare indifferenti all'angoscia del popolo italiano e dei familiari di Daniele Mastrogiacomo». Lo ha detto il segretario generale del centro islamico di Roma Abdellah Redouane alla moschea di Roma (nella foto) dove insieme al sindaco Walter Veltroni, all'imam di Roma, Ala Al-Din Al-Ghoobashi e al presidente della comunità afgana a Roma Esmaili Qorbanali ha rivolto un appello per la liberazione del giornalista Daniele Mastrogiacomo. «Un giornalista - ha aggiunto - che è stato privato della libertà mentre svolgeva il suo lavoro divulgando le sofferenze del popolo afgano. Il sequestro non aiuta a rendere nota la realtà di quel paese tormentato dalla guerra e vanifica la possibilità di venire a conoscenza delle speranze e delle aspettative della sua nobile gente».

Ecco perchè, in nome dell'islam - ha detto - che ci insegna a rifiutare categoricamente l'oppressione e l'aggressività, chiediamo ai nostri fratelli in Afghanistan di rilasciare Daniele Mastrogiacomo restituendolo al più presto e senza condizione alcuna ai suoi cari. La comunità islamica italiana si augura - ha concluso Redouane - che questo appello, rivolto durante un venerdì di preghiera, sia accolto ed esaudito in nome dei sacri principi dell'islam.