Limbania

Un lettore mi ha chiesto di ricordare questa Beata medievale e, per tempo, ha anche accluso opportuna fotocopia. Invito quanti hanno piacere a vedere qui le figure a loro care a, nella misura del possibile, imitarlo. Pare che questa Limbania fosse nativa di Cipro e vissuta tra il XII e il XIII secolo. I suoi le avevano combinato un vantaggioso (per loro) matrimonio e lei se ne scappò. Accompagnata dalla nutrice e dal pedagogo (doveva essere nobile, dunque) pagò una nave genovese perché portasse lei e gli altri due a Genova. Ma il capitano, intascata la somma pattuita, alzò le vele e all’appuntamento non si fece trovare. I tre si rifugiarono in un bosco vicino, ma la nave non riuscì a oltrepassare il limite del porto. Dài e dài, il capitano si convinse che una forza superna gli impediva di prendere il largo e collegò il tutto con la sua malefatta. Così, tornò indietro e andò e cercare i passeggeri frodati. Li trovò appunto nel bosco, ma circondati da animali feroci che, miracolo, non facevano loro alcun male. Giunti a destinazione, altro miracolo: la nave si bloccò all’altezza della chiesa di San Tommaso e non ci fu modo di muoverla. Solo quando Limbania chiese di essere sbarcata lì, riprese ad avanzare. Annesso alla chiesa stava un convento di benedettine dove Limbania prese il velo. Col permesso della badessa, si scavò una fossa nel pavimento in terra battuta della cucina e quella fu per sempre la sua cella. Qui visse di penitenze, che a volte si infliggeva con un pettine da tessitura. Quando morì, se ne accorsero per via della luce e del profumo provenienti dalla fossa. www.rinocammilleri.it