L'immobiliarista Coppola tenta il suicidio in cella a Regina Coeli

Venerdì scorso l'immobiliarista indagato per un crac da 130 milioni di euro si è ferito con un vetro al braccio sinistro nel carcere romano di Regina Coeli. Lo hanno salvato le guardie. Ora viene controllato a vista nella sua cella: soffre di depressione e claustrofobia. E' agli arresti dal 1 marzo

Roma - L'immobiliarista romano Danilo Coppola ha tentato il suicidio. Venerdì scorso, secondo quanto si è appreso, si è tagliato le vene nella sua cella nel carcere di Regina Coeli dove è detenuto dal primo marzo scorso per il crack da 130 milioni di euro del suo gruppo. Coppola è nel padiglione "nuovi giunti" dove è in isolamento dal primo marzo scorso. L'immobiliarista, secondo quanto si è appreso, si è inferto un taglio con un vetro al braccio sinistro ed è stato immediatamente ricoverato in infermeria, ma non ha mai perso conoscenza. A chi lo ha soccorso, tuttavia, anche dal punto di vista psicologico, il gesto sembrerebbe stato dimostrativo, il che escluderebbe la reale volontà di togliersi la vita. Stando alle indiscrezioni il gesto dell'immobiliarista sarebbe legato soprattutto alla claustrofobia dalla quale è affetto in seguito ad un incidente stradale nel quale rimase coinvolto. In quell'occasione morì una persona che si trovava accanto a Coppola e lo stesso immobiliarista rimase sotto choc dopo essere rimasto impriginato a lungo tra le lamiere dell'auto. Per questo motivo Coppola assume ansiolitici e farmaci di altra natura. Ai responsabili del carcere, dopo il tentativo di suicidio, Coppola, avrebbe confidato di essersi tagliato il braccio anche perché è molto preoccupato per lo stato del suo gruppo.

Sabato scorso Coppola, in carcere per associazione per delinquere, bancarotta, falso in atto pubblico, aggiotaggio e falso in bilancio, ha ricevuto la visita dei suoi legali che stanno predisponendo una serie di iniziative per superare le conseguenze legate al crack delle società a lui collegate. In particolare, sono in corso una serie di attività per saldare il cumulo di debiti e per questo gli avvocati dell'immobiliarista hanno deciso di farsi affiancare da un commercialista. Sulla dinamica di queste attività gli stessi legali hanno già parlato con i pm Giuseppe Cascini, Rodolfo Sabelli e Lucia Lotti, titolari del fascicolo processuale. Nella vicenda giudiziaria sono coinvolte altre sette persone, tra collaboratori e prestanome di Coppola, tutte raggiunte da ordinanze di custodia cautelare, ad eccezione di Andrea Raccis, attualmente irreperibile.

"Mi spiace molto che questa notizia, privatissima, sia filtrata. Si è trattato di un momento di sconforto superato però con forza subito dopo". Così l'avvocato Francesco Verri, uno dei legali di Coppola, ha commentato il tentativo di suicidio compiuto venerdì scorso dall'immobiliarista nel carcere di Regina Coeli. L'immobiliarista è stato immediatamente soccorso e la ferita è stata suturata mediante l'applicazione di quattro grappette. Fonti del carcere comunicano che l'immobiliarista si trova ancora in isolamento, anche perché avrebbe espresso il desiderio di stare da solo, e che viene sorvegliato a vista dalle guardie del penitenziario. Nel frattempo, uno dei legali di coppola, Fabio Lattanzi, ha rinunciato all'incarico. A difendere l'immobiliarista restano l'avvocato Verri e Bruno Assumma.

Il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, ha telefonato al direttore del carcere di Regina Coeli per informarsi sullo stato di salute di Danilo Coppola. Ne dà notizia il dicastero di via Arenula con un comunicato. Il Guardasigilli, si legge nella nota, è stato rassicurato dal direttore Mauro Mariani, che ha precisato come si sia trattato di un'azione dimostrativa per protestare contro la propria situazione detentiva e per il danno economico che starebbero subendo le aziende di cui Coppola è proprietario. È stato lo stesso detenuto, accompagnato immediatamente in infermeria, a spiegare, durante il lungo colloquio avuto con il direttore, di non aver voluto in alcun modo tentare il suicidio.