L'impegno dell'Italia: 4mila soldati nell'ovest dell'Afghanistan

E' il numero massimo raggiunto finora. Nei prossimi mesi inizia il disimpegno. A parte un centinaio, con incarichi di staff, a Kabul, sono tutti a ovest, nella zona di Herat

Herat - La missione Isaf in Afghanistan impegna circa 4.000 militari italiani, il numero massimo raggiunto per quanto riguarda l’impegno nazionale nel Paese. Soltanto nei prossimi mesi ci sarà un graduale disimpegno e il numero di soldati nel Paese diminuirà.

Italiani repsonsabili di zone occidentali Solo un centinaio di italiani sono a Kabul, nella sede del comando della missione, con incarichi di staff. Tutti gli altri sono nella regione occidentale del Paese, nella zona di Herat, dove è la sede del Comando regionale Ovest di Isaf. Sotto la responsabilità italiana c’è un’area grande quanto il Nord Italia, composto dalle quattro province di Herat, Badghis, Ghowr e Farah. Un contingente di militari provenienti da 12 nazioni sono comandati proprio dagli italiani - proprio in questi giorni è in corso il passaggio di consegne tra gli alpini della brigata Julia e i parà della Folgore. La componente principale delle forze nazionali è costituita dal personale proveniente dall’Esercito; è presente inoltre un significativo contributo di uomini e mezzi dell’Aeronautica, della Marina Militare, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.

I compiti Quattro le task force costituite dai militari italiani in altrettante aree della regione ovest, mentre nella provincia di Herat è attivo un team di ricostruzione provinciale (Prt) che ha il compito di sostenere il processo di ricostruzione e sviluppo insieme ad una componente civile del ministero degli Esteri. Il contingente italiano è dotato anche di una rilevante componente aere costituita da velivoli C-130, caccia AMX (che non sono autorizzati a bombardare), aerei senza pilota Predator, elicotteri d’attacco Mangusta e da trasporto di vario tipo.

L'addestramento Sul versante dell’addestramento, i militari italiani hanno costituito diversi Omlt, cioè nuclei che seguono i soldati afgani in ogni loro attività, anche quelle più pericolose sul campo, mentre i carabinieri sono impegnati nella formazione delle forze di sicurezza locali soprattutto nell’ambito della Nato Training mission Afghanistan.