L'imprenditore: "Ci salveranno infrastrutture e grandi opere"

L’imprenditore-inventore è ottimista per la sua azienda ma cauto sullo scenario mondiale. Mario Moretti Polegato, presidente e fondatore di Geox (la scarpa che respira) riflette: «Il peggio è passato? La domanda è eccitante, perché tutti noi vorremmo poter sapere come comportarci. Purtroppo nessuno ha la risposta. Ma non dobbiamo dimenticare un fatto...».

Quale?

«Che questa confusione è nata negli Stati Uniti. Molti Paesi hanno agito per arginare i problemi, ma è dagli Usa che deve venire la soluzione, attraverso l’isolamento degli investimenti drogati e una buona dose di trasparenza».

L’industria come vive questo momento?
«Noi imprenditori non sappiamo aspettare, ma siamo costretti a vivere alla giornata. Geox ha mille negozi e 30mila addetti: facciamo fatica a navigare a vista. È necessario che il mondo bancario faccia chiarezza: se un paziente va dal medico, non guarirà mai finché non gli si dice la verità».

Si nasconde ancora?

«Sì, e chi ha provocato questa situazione, negli Usa, sa tutto. Esattamente come io conosco la mia azienda».

E la sua azienda come sta?
«Ha una forte solidità finanziaria. Nel 2008 abbiamo distribuito dividendi per 62 milioni, investito 90 milioni in nuovi negozi e, alla fine, abbiamo in cassa 58 milioni. Lavoriamo con denaro nostro: ma tante aziende che dipendono dalle banche, come fanno?».

Lei ha una ricetta contro la crisi?
«Nell’emergenza occorre investire in infrastrutture e grandi opere per creare occupazione, e continuare con gli ammortizzatori sociali, perché la responsabilità è collettiva».

E poi?

«Poi bisogna preparare le aziende al futuro, senza necessariamente aspettare di aver toccato il fondo».

Come?

«Incentivando l’acquisto di macchinari ad alta tecnologia, detassando chi investe in risorse umane e favorendo l’export».