A Linate 400 passeggeri si accampano tra i banchi del check-in

Il maltempo ha intrappolato i viaggiatori nello scalo Forlanini nuovamente chiuso in serata. Disagi anche a Bergamo e Malpensa

«Portate le brandine, i passeggeri sono bloccati in aeroporto». Lunedì, in tarda serata, i responsabili di Sea, la società che gestisce gli scali lombardi, sono stati costretti a chiedere aiuto alla protezione civile. I passeggeri di Linate rimasti a terra, circa 400 persone, non sono nemmeno riusciti a raggiungere gli alberghi per colpa della neve e, assieme ai dipendenti delle compagnie aeree, sono rimasti intrappolati in aeroporto. Mai successo nulla del genere in tutta la storia del Forlanini. Ci si è arrangiati in qualche modo con coperte e lettini blu accampati lungo i corridoi tra i banchi del check in. E la notte è passata. Come se non bastasse, ci si è messa pure Alitalia a girare il coltello nella piaga. La compagnia si è scrollata di dosso la responsabilità dei ritardi dei voli e ha accusato Linate: «Ci sono stati forti ritardi - spiegano i responsabili della compagnia - per ottenere sghiacciamento degli aerei, scalette agibili, assistenza di personale di rampa». Ieri lo scalo di Linate è rimasto aperto ma solo per i voli in arrivo. E sui monitor delle partenze era un susseguirsi di «cancelled». Fino a sera, quando l’aeroporto milanese «è stato nuovamente chiuso ai voli su indicazione dell’Enac fino alle 22». Complicata anche la giornata di Malpensa, dove ha nevicato fino alle tre del pomeriggio e dove, nella notte, è attesa altra neve. L’aeroporto è rimasto chiuso fino alle ore 13, poi il traffico aereo è pian piano ripartito. Settecento uomini hanno lavorato ininterrottamente per tenere pulite le piste e, grazie a 270 mezzi, sono stati fatti decollare 38 aerei per Mosca, Istanbul, Varsavia, Madrid e altre destinazioni europee ed atterrare 35. Un bel risultato, calcolando che tanti scali europei hanno chiuso i battenti. Sea, per assistere i passeggeri rimasti a terra, ha garantito un presidio all’interno dello scalo per tutta la notte e ha assicurato l’apertura dei punti di ristoro per i beni di prima necessità. Oltre tremila passeggeri sono stati accompagnati negli hotel vicino allo scalo o «dirottati» su percorsi di viaggio alternativi per raggiungere la loro destinazione. «La situazione sta migliorando - spiega Manuel Mandelli, ad di Value group, la società che gestisce i trasferimenti dei passeggeri e che supporta Sea quando viene spostato o soppresso qualche volo - ma per rientrare alla normalità dopo una nevicata del genere e dopo tutti i voli cancellati ci vuole un giorno e mezzo». Non sono mancati i temerari che hanno dormito in aeroporto o quelli che si sono dovuti pagare il taxi fino all’albergo (tariffe di oltre 50 euro per pochi chilometri). Tè e cioccolata calda per i passeggeri dell’aeroporto di Orio al Serio (Bergamo). Anche nello scalo bergamasco è intervenuta la protezione civile che ha distribuito viveri e bevande tra l’una e le sei di questa mattina. «L’iniziativa - si comunica in una nota - ha portato un lieve giovamento al disagio dei passeggeri che per ore sono rimasti in attesa della ripresa dei voli».