A Linate dovrà restare solo il Milano-Roma

Una delle specialità della vecchia politica italiana per fare ciò che gli riusciva meglio (cioè nulla) è confondere le acque, mettendo insieme problemi e situazioni che in realtà devono essere risolti separatamente in modo molto più semplice.
Uno di questi tentativi bipartisan di confusione per contrastare la politica del fare, che finalmente Berlusconi sta impostando, è il mettere insieme la questione Alitalia con il sistema aeroportuale italiano. Mettiamo bene in chiaro una cosa: Alitalia e gli aeroporti sono due cose distinte e separate. La nostra compagnia di bandiera deve funzionare bene di per sé e gli aeroporti devono essere gestiti razionalmente a prescindere da Alitalia. Ogni volta che la politica ha provato a mischiare le due cose ne sono scaturiti solo disastri. Un esempio? Le tariffe di Fiumicino sono ferme da anni perché ci si illudeva così di mettere una pezza alle inefficienze di Alitalia: il risultato è stato invece quello di attirare sull’aeroporto romano numerose compagnie low cost con conseguente aumento esponenziale della concorrenza per il nostro vettore. Un classico caso di toppa peggiore del buco. La situazione più clamorosa però riguarda i due scali milanesi di Linate e Malpensa.
Un aeroporto internazionale può funzionare solo se è “nutrito” da numerosissimi voli a corto raggio in grado di fare da imbuto per un’area sufficientemente vasta, in modo da riempire i grandi aerei delle lunghe tratte che non si possono permettere di volare semivuoti. A Milano si ha invece il paradosso che i voli a corto raggio arrivano su Linate mentre le rotte intercontinentali partono da Malpensa. Peccato però che i due aeroporti potrebbero benissimo essere in due stati diversi, non essendoci alcun serio collegamento tra i due. Appare evidente che se un viaggiatore di (ad esempio) Cagliari volesse andare a New York, non potrà mai prendere in considerazione una partenza da Malpensa dato che i suoi voli di collegamento arrivano a Linate: per questo motivo sceglierà di transitare per Roma o per qualche aeroporto estero.
Conviene quindi che si abbia il coraggio di dire che non c’è alcun dualismo Malpensa-Fiumicino, i due scali hanno perfettamente senso e si tratta di due hub naturali in grado di prosperare indipendentemente da Alitalia, il primo in virtù di una posizione geografica unica al centro del mediterraneo, il secondo in quanto al servizio di un’area fra le più ricche e attive del mondo. Basterà mantenere su Linate solo ed esclusivamente la linea diretta con Roma, trasferendo allo scalo principale tutti i voli a medio-corto raggio per far nascere in modo semplice e naturale l’hub di Malpensa (che deve però essere collegato meglio con la città). A quel punto tutte le compagnie aeree sgomiteranno per far partire i voli intercontinentali da Milano, indipendentemente da Alitalia che sarà libera di strutturarsi nel modo più efficiente. Anche le miriadi di scali minori del Nord Italia potranno coesistere mantenendo solo le rotte point-to-point che la loro utenza richiede, ma il lungo raggio si concentrerà spontaneamente su Fiumicino e Malpensa, sottraendo traffico e clienti agli aeroporti concorrenti europei.
Qualcuno si straccerà le vesti perché Linate è così comodo... è vero, è comodo, ma è comodo anche buttare per strada l’immondizia invece di fare la raccolta differenziata: adesso però la ricreazione è finita, per tutti.
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