Linate e Malpensa fermi 4 ore: «No ai tagli»

Anche la politica aderisce allo sciopero dei lavoratori Sea in difesa di Malpensa. Il presidente della Provincia, Filippo Penati, e l’assessore regionale a Infrastrutture e Mobilità, Raffaele Cattaneo, parteciperanno alla manifestazione di questa mattina a Linate e Malpensa voluta da Cgil, Cisl e Uil per avere chiarezza sul piano Alitalia-Air France e per sostenere la «strategicità» dello scalo varesino. Il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, insiste: «Air France accetti la moratoria così come è accaduto per la compagnia olandese Klm». E il vicesindaco, Riccardo De Corato, si schiera con chi protesta: «È importante che siano i sindacati a scendere in prima fila perché credo che inizierà una campagna di lotta per difendere i posti di lavoro».
Tutti d’accordo sulla volontà di non declassare l’hub, ma la concordia e l’unità sindacale svaniscono sulla moratoria, chiesta un po’ da tutti tranne che dalla Cgil, più in sintonia con le scelte di Palazzo Chigi e la mediazione del sottosegretario Enrico Letta, che puntano sugli ammortizzatori sociali chiesti dal Comune e annunciati dal governo per le prossime ore. In ogni caso, e nonostante le aperture del governo sugli ammortizzatori, sono state confermate le quattro ore di sciopero annunciate per oggi. L’agitazione, prevista dalle 10 alle 14, potrebbe portare ripercussioni sul regolare svolgimento dei voli in arrivo e partenza. In una nota congiunta, oltre a esprimere la «forte preoccupazione per la salvaguardia dei livelli occupazionali diretti e indiretti», Cgil, Cisl e Uil affermano «l’esigenza di conoscere e discutere il piano industriale di Air France che, per quanto ci riguarda, non potrà essere in continuità con quello di sopravvivenza presentato da Alitalia, in quanto determina l’automatico ridimensionamento dell’aeroporto di Malpensa».
La Lega continua a protestare. E Davide Boni, capodelegazione del Carroccio in giunta, denuncia che lo smantellamento dell’aeroporto è già in corso: «Mentre i francesi rallentano l’acquisizione di Alitalia e le istituzioni lombarde chiedono una moratoria di tre anni per evitare l’abbandono immediato degli slot su Malpensa, la compagnia di bandiera italiana continua imperterrita a spostare i propri voli sullo scalo romano di Fiumicino, vanificando in questi modi tutti gli sforzi congiunti messi in atto negli ultimi mesi». Critico verso la Cgil è l’ex sindaco di Milano, Gabriele Albertini: «Non capisco il no alla moratoria. È un cambio di rotta inspiegabile, dal momento che una settimana fa il sindacato aveva sottoscritto l’appello lanciato dalla Camera di Commercio».