Linate fa il pieno dei voli: 9 milioni di passeggeri

Movimenti contingentati: 18 fra decolli e arrivi ogni ora. Slot liberi? A orari «impossibili»

Claudio De Carli

Sarebbe dovuto scomparire, o quasi.
Prima del marzo 2000, e prima del decreto Bersani, il destino dell’aeroporto di Linate era ridotto alla tratta Milano-Roma-Milano, più o meno 3 milioni di passeggeri l’anno, una cifra che oggi raggiunge in quattro mesi di traffico normale.
La battaglia delle compagnie aeree a livello europeo ha mantenuto in vita lo scalo ma ha dovuto concedere in cambio un patto di non aggressione, o meglio un contingentamento dei voli. Sull’unica pista sono possibili solo 18 movimenti l’ora, fra arrivi e partenze, banditi dall’aeroporto gli aerei a doppio corridoio da oltre duecento passeggeri, tipo un Boeing 767. Un totale di 22 compagnie aeree ha riempito tutti gli slot a disposizione, nessuna in black list in nessuna parte del mondo, voli di linea, low cost, qualche charter. Lo scalo resta aperto 24 ore su 24 ma per chi vuole inserirsi e operare a Linate le finestre restano poco appetibili, nel primo mattino fino alle 8, in serata dopo le 22. Il resto è full, oltre lo scalo non può andare, la sua crescita in termini di traffico è pressoché impossibile, un punto di saturazione difficilmente superabile, «una fabbrica che produce», come lo definì un ex presidente Sea.
Gli slot sono stati affidati alle compagnie che già operavano a Linate prima del decreto Bersani con queste clausole: da Milano possono essere effettuati voli solo per il Sud Italia, Roma, le capitali europee e le altre città della Ue considerate obiettivo 1, cioè in via di sviluppo. Rimane assolutamente libera la tratta per la capitale, chiunque può aprire un volo, l’ultima in ordine di tempo è stata Meridiana che questo inverno ha inaugurato il Milano-Roma utilizzando suoi slot che aveva per altre destinazioni. Ecco spiegato l’interesse di tutte le compagnie che operano su Linate relativamente alla vicenda Volare: gli slot lasciati liberi dalla compagnia in difficoltà. L’Assoclearance, l’Ente del ministero che assegna gli slot negli aeroporti, aveva ceduto alcuni spazi della compagnia ad Alitalia e altri vettori in attesa degli sviluppi societari, ora Volare è rientrata con quattro aeromobili e martedì 13 inaugura la tratta Milano-Parigi.
Non tutte le compagnie comunque hanno un proprio magazzino con i pezzi di ricambio e non tutte hanno tecnici direttamente a libro paga su Linate. Questo non dipende dalla grandezza del vettore in termini di flotta, ma è relativo al numero di toccate che vengono effettuate a Linate dalla compagnia. Alcuni vettori si appoggiano ad altri che hanno propri tecnici e un magazzino per i pezzi di ricambio a Linate, un interscambio che si completa quando, a scalo invertito, è la seconda a offrire manutenzione alla prima.
Il contingentamento e quindi la compressione dei voli hanno spinto le compagnie ad aumentare la capacità di riempimento dell’aereo, ecco come si spiegano alcune cifre che a una diminuzione in percentuale dei movimenti affiancano un aumento dei passeggeri. Questo naturalmente in termini di ritorno economico è un vantaggio per tutte le compagnie: mentre a Linate possono effettuare con destinazione Napoli solo due voli al giorno comprimendo quindi i passeggeri in due tratte, da Malpensa magari ne offrono quattro per la stessa meta ma a posti non sempre completi.
In una classifica generale di tutti gli scali relativa ai secondi tre mesi dell’anno stilata da Aea, l’associazione dei vettori europei, Linate è risultato al nono posto in Europa per puntualità nei decolli. Anche se fortemente penalizzato dalle condizioni atmosferiche ha superato Francoforte, Parigi, Madrid, Londra e anche Malpensa, con solo il 15,1 per cento dei voli decollati con ritardo superiore al quarto d’ora.
Con quasi nove milioni di passeggeri l’anno, Linate si trova nella delicata posizione di poter migliorare solo in efficienza, sicurezza e qualità del servizio offerto, con le questioni aperte dell’inquinamento acustico e delle rotte sui comuni vicini e dell’aeroporto Ata dell’aviazione generale, lobby potentissima e praticamente intoccabile che porta i movimenti ora di tutto l’aeroporto a circa 40. E con un recente passato da sistemare: l’incidente dell’8 ottobre 2001 che torna a Palazzo di Giustizia il 24 ottobre con il processo di secondo grado davanti alla quarta sezione della Corte d’Appello.