Linate, la squadra di elisoccorso «abbattuta» dalla Finanziaria

I tagli alla Difesa chiudono la Sar Mezzi trasferiti in Afghanistan

Non la risparmieranno le centinaia di interventi e salvataggi effettuati anche in condizioni estreme durante le calamità nazionali. E neppure l’Ambrogino d'Oro riconosciutole dal Comune di Milano o la medaglia d'oro al Valore aeronautico conferitale da Ciampi: la squadriglia Collegamenti e Soccorso dell'Aeronautica Militare di Milano-Linate cadrà sotto la pesante mannaia di una Finanziaria che si sta abbattendo sui fondi stanziati per le Forze Armate. «La squadriglia Collegamenti e Soccorso di Linate - recita il documento della riunione dei comandanti di Stormo e d'Aeroporto tenutasi a Istrana (Tv) dal 12 al 14 giugno - perderà a breve la funzione Sar, come decretato. I tempi attuativi non sono ancora stati resi noti».
Costituita nel 1948 con dipendenza dal 15° Stormo, la squadriglia di aerosoccorso di Linate Sar (Search and Rescue, ovvero ricerca e salvataggio) è oggi una struttura indipendente chiamata per situazioni di elevata complessità ed emergenza 24 ore su 24, con qualsiasi tipo di clima e una copertura operativa che in casi eccezionali può estendersi a tutto il territorio nazionale. I mezzi di cui dispone il reparto sono due elicotteri Ab 212 barellati e dotati di verricello, un Nh 500 di collegamento e un aereo turbo elica da trasporto truppa e materiali P-180, oltre a due unità nautiche. La compongono uomini che hanno maturato un addestramento di massimo livello in cielo-terra-acqua e risultano mobilitabili in poche decine di minuti per ogni tipo di soccorso o ricerca di persone smarrite. Numerosi i salvataggi effettuati dal Sar durante il terremoto in Irpinia, le alluvioni in Valtellina, Valformazza e Valbrembana nell’87, così come in Piemonte nel ’94, in Versilia e Carnia nel ’96 e Sarno nel ’98. Quando nel 2002 il Pirellone venne squarciato dal piccolo aereo di un folle pilota svizzero, la squadriglia Sar raggiunse immediatamente dall'alto il gigante ferito e prestò i primi soccorsi fra le macerie ancora fumanti. Non si contano poi gli alpinisti soccorsi fra le nevi, il trasporto urgente di organi o la ricerca di persone smarrite. E' una silenziosa storia di eroismi di pace sulla quale ora pende il decreto di trasformare la Squadriglia di Milano-Linate in «posizione Quadro». Che nella terminologia militare significa l'anticamera dello scioglimento. Dallo Stato Maggiore dell'Aeronautica, con il consueto e prudente linguaggio usato dai militari, si ammette soltanto che «una commissione sta studiando la ristrutturazione di alcuni reparti, fra cui il Sar di Linate, sulla base delle risorse disponibili con la nuova Finanziaria».
«La nostra preparazione militare e la lunga esperienza, oltre alla agilità e versatilità dei nostri mezzi - afferma un componente della squadriglia - garantiscono interventi di elevata rapidità e professionalità. Senza il Sar, la Protezione Civile del Nord Italia rimarrebbe sguarnita di un importante tassello».
E in caso di smantellamento della Squadriglia, da chi verrebbe garantita la copertura del territorio? «Probabilmente da elicotteri anfibi Hh3F, ma per taluni interventi ad alta quota quei velivoli non risultano sufficientemente adeguati. E poi non sarebbe garantita una copertura di interventi per il totale delle 24 ore».
La grande esercitazione in Valtellina effettuata nei giorni scorsi a ricordo dell'alluvione che sconvolse la zona vent'anni fa, potrebbe dunque essere l'ultima del reparto con l'aquila dorata e lo stemma visconteo. Ma gli elicotteri Ab-212 sottratti al Sar che fine faranno? Fonti attendibili dichiarano che i mezzi saranno inviati a Grazzanise (Ce) per un «restyling» di corazzatura e quindi trasferiti in Afghanistan in ausilio alle nostre truppe. Espedienti dettati dai tagli alla Difesa, ma anche da una timidezza che impone di non voler esibire troppo i muscoli facendo circolare i più agguerriti «Mangusta».