Linate, lo stop dei controllori lascia a terra i passeggeri

Secondo l’Ugl ha aderito all’astensione l’85 per cento dei dipendenti. Enav: «Un disagio inconcepibile»

Marco Mastrorilli

Voli cancellati, molti disagi per i passeggeri, ritardi negli altri aeroporti italiani. Tanto ha causato lo sciopero di ieri dei controllori del traffico aereo del centro di controllo dell’area di Milano. Indetta dalla sola sigla sindacale Ugl-Trasporti, l’agitazione ha avuto luogo dalle ore 12 alle 16 nonostante l’invito a posticipare del ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi.
Le ripercussioni dello sciopero, a cui ha aderito l’85 per cento dei dipendenti dell’Acc di Milano Linate, hanno creato inevitabili distorsioni nelle intricate maglie degli orari di volo: verso le ore 16 dall'aeroporto di Fiumicino Leonardo Da Vinci ben quattro i voli cancellati diretti nello scalo milanese, e altrettanti quelli in arrivo. Molti passeggeri rimasti a terra hanno dovuto attendere il termine dello sciopero per poter salire sul primo dei voli utili.
Pronta la dichiarazione dell’Ugl: «L’alta adesione del personale dell’Acc di Milano Linate allo sciopero di quattro ore è una chiara denuncia dello stato di crisi in cui versa il centro di controllo milanese. Una partecipazione massiccia - continua la nota - nonostante le pressioni esercitate nei confronti dei lavoratori al fine di soffocare l’esercizio di un diritto costituzionalmente garantito, che è anche la dimostrazione della completa adesione dei lavoratori alla vertenza e alla risoluzione, non più rinviabile, dei problemi posti dal nostro sindacato».
L’astensione dal lavoro dei dipendenti aeroportuali «appare del tutto ingiustificata - spiega una nota dell’Enav, la società nazionale per l’assistenza al volo - dato che le motivazioni assolutamente pretestuose contraddicono accordi già sottoscritti a livello nazionale il 10 Aprile 2004, da tutte le organizzazioni sindacali, Ugl compresa».
La protesta del sindacato quindi - prosegue la nota - «appare tanto più inopportuna perché non accoglie nemmeno l’invito a differire del ministero dei Trasporti, sulla base delle censure indicate nel pronunciamento di illegittimità della commissione di Garanzia». È «inconcepibile», conclude la nota, che «una sola organizzazione sindacale possa procurare tanto disagio all’intero Paese in un momento così delicato per il trasporto aereo».