L'inchino della Concordia?Un'usanza nota alla Costae pure celebrata sul blog

La compagnia conosceva la "tradizione marinara" e sul suo blog celebrava lo spettacolo offerto dal comandante Schettino. 

L'inchino al Giglio? Una manovra finita male, ma anche l'ennesimo caso di una pratica ben nota alla compagnia di crociere, che non solo sapeva dell'usanza, ma che sul blog ufficiale raccontava di un altro inchino, quello all'isola di Procida, realizzato il 30 agosto dallo stesso capitano, Francesco Schettino, al comando della Costa Concordia nel momento del naufragio.

Il passaggio ravvicinato della Costa Concordia viene descritto dalla compagnia navale quasi come un aggiunta a una crociera già di per sè entusiasmante e ricca di eventi, la "Profumi di Mediterraneo", un viaggio di sette giorni tra Tunisia, Baleari, Spagna e Francia. Un viaggio che, non bastasse quanto già previsto sulla nave e la bellezza dei passaggi, è reso unico anche da quell'inchino, dal saluto e dalla "breve sosta nella rada della Corricella", reso possibile "grazie al Comandante Francesco Schettino, di Meta di Sorrento".

"Una grande emozione non solo per i procidani ma anche per i numerosi turisti presenti che hanno accolto la grande e possente nave con applausi, striscioni, musica trombette e vuvuzelas, a bordo di motoscafi, pescherecci, natanti di ogni genere", in quella che viene descritta come una tradizione marinara che "procidani e sorrentini hanno nel dna". Una tradizione che, solo al Giglio, è stata celebrata altre 52 volte, ma che, alla luce di quanto accaduto, dà da pensare e fa riflettere sulla regolarità della prassi.

Inchinarsi alla costa, salutando casa, facendo magari anche un favore anche al turismo locale, non è però neppure un esclusiva di poche località costiere, nè l'unica "operazione rischiosa". Di ieri le immagini, rese note dal Corriere del Mezzogiorno, che mostrano un'altra nave da crociera intenta a compiere un passaggio tra i Faraglioni di Capri, infilandosi tra i colossi di roccia, ignorando, scrive sempre il Corriere, "che i natanti, compresi quelli più piccoli, debbono rispettare una distanza dalla costa pari ad almeno trecento metri", mente la fascia più vicina alla riva è riservata esclusivamente alla balneazione.