«Un linciaggio contro Guzzanti per coprire i legami con il Kgb»

Scontro tra i Poli dopo le ultime rivelazioni sul dossier Mitrokhin

Anna Maria Greco

da Roma

Gli attacchi a Paolo Guzzanti dall’Unione sono arrivati subito e sono stati durissimi. La solidarietà di Forza Italia, il suo partito, con un giorno di ritardo. Il coordinatore azzurro, Sandro Bondi, critica il «vergognoso attacco mediatico» al presidente della commissione Mitrokhin e gli esprime la solidarietà del partito. Per il suo vice, Fabrizio Cicchitto, l’«operazione di depistaggio» della sinistra nasconde il timore che siano pubblicati gli atti dei lavori parlamentari con scomode rivelazioni.
La maggioranza chiede alla Cdl di prendere le distanze dagli sviluppi della vicenda. «Voglio sapere - dice il leader Ds Piero Fassino - chi ha attentato alla democrazia, con una strategia di provocazione che ha colpito i leader del centrosinistra e denigrato le istituzioni». C’è chi pretende le dimissioni di Guzzanti e fioccano esposti e querele, dopo quella del premier Romano Prodi, che il senatore azzurro commenta così: «Lo faccia, sarà il processo del secolo». Per Fi è tutto «un polverone ad orologeria», come dice Isabella Bertolini in difesa di Guzzanti.
«Meglio tardi che mai», commenta lui, sottolineando che già giovedì dall’Unione è venuto «un vero e proprio assedio modello greco, con tutti che dicevano, non conoscendo l'argomento, “uccidi, dagli addosso a Guzzanti”». Poi si dice «angosciatissimo» per le condizioni dell’ex consulente della commissione Mario Scaramella, risultato positivo al polonio radioattivo, che ha ucciso a Londra l'ex-spia del Kgb Aleksandr Litvinenko. «Non ho parlato con lui dopo il ricovero, ma il suo avvocato napoletano lo ha trovato molto depresso. Sono in corso le analisi. Mi sono informato con medici ed Enea su eventuali rischi, dato che abbiamo fatto una conferenza stampa in Senato con molti giornalisti, ma mi hanno spiegato che non vi è pericolo, perché vi può essere contaminazione solo se si ingerisce o inala il polonio».
Il Senato si prepara a verificare un’eventuale contaminazione proprio di quella sala, mentre gli esperti del ministero della Salute studiano eventuali misure da adottare nel Paese.
Ma nell’Unione ci si preoccupa molto di più delle presunte attività di dossieraggio della commissione Mitrokhin, per indagare su Prodi, D’Alema, Pecoraro Scanio, Bassolino, Diliberto, legate alla pubblicazione di intercettazioni telefoniche tra Guzzanti e Scaramella. Il leader del Pdci annuncia un esposto contro il senatore di Fi e sostiene che la commissione Mitrokhin era «in realtà uno strumento contro l'allora opposizione». «La libertà - dice Diliberto- è stata molto in pericolo durante il governo Berlusconi». Questa, per Cicchitto, «non solo è una barzelletta, ma anche la conferma che è in atto una classica operazione di depistaggio». Non a caso, viene criminalizzato Guzzanti e «vengono accesi tutti i fari solo su uno spezzone dell'attività del presidente della commissione Mitrokhin attraverso intercettazioni telefoniche indebite, ma che hanno il classico scopo di sotterrare quello che la commissione ha accertato nel corso dei suoi lavori». Per l’azzurro, stranamente chi definì illecite le intercettazioni fra Fassino e l'amministratore delegato dell'Unipol Giovanni Consorte, adesso cavalca quelle fra Guzzanti e Scaramella. Cicchitto insiste sulla pubblicazione degli atti della commissione Mitrokhin, sostenendo che questo è il vero timore di un settore della sinistra. «È un’operazione per deviare l'attenzione dell'opinione pubblica da ciò che è emerso dai lavori e che riguarda una parte finora rimasta sommersa della storia del Pci, quella del suo apparato armato e dell'attività del Kgb sul nostro territorio. Che vengano lette tutte le carte: per ciò che so, gli storici avranno materia per arricchire le loro analisi».
La commissione Mitrokhin è nata «per gettare fango sul centrosinistra», come quella su Telekom Serbia, contrattacca il Ds Massimo Brutti e invita gli esponenti di Fi a non insistere nella difesa dell’organismo ma a collaborare per accertare la verità. Il presidente della Regione Campania, Bassolino, querela i componenti della commissione; il leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio fa un esposto alla Procura perché apra un’indagine sulle «attività» della Mitrokhin nei confronti di parlamentari; Massimo Donadi dell’Italia dei valori vuole le dimissioni di Guzzanti e Giovanni Russo Spena del Prc chiede l’intervento dei presidenti delle Camere, perché è «grave» che Guzzanti riferisse sulle attività della commissione all’allora premier Silvio Berlusconi. «Abbiamo sempre lavorato in piena autonomia», replica Lucio Malan di Fi, che della commissione faceva parte.
In attesa delle audizioni al Copaco, il Pm romano Pietro Saviotti potrebbe chiedere alla Giunta del Senato di autorizzare l’uso delle intercettazioni che riguardano Guzzanti per l’inchiesta su Scaramella per traffico di armi e violazione del segreto di ufficio.