L'Independent: "Mr. Nice non ha fermato il degrado di Roma"

Roma - Cortese con tutti e accomodante con la destra, tanto da meritarsi il sarcastico titolo di "Mister Nice": la candidatura di Walter Veltroni a futuro leader del nascente Partito Democratico finisce sulle pagine del quotidiano britannico The Independent, che lancia dure critiche al sindaco di Roma. «Il nuovo imperatore d’Italia si è vestito con abiti del tutto rinnovati», scrive il giornale londinese. «Nei cinque anni passati Veltroni è stato un dinamico, iper-attivo sindaco di Roma. Ieri invece si è preparato per un salto che lo porterà ai livelli più alti della politica italiana, offrendosi come leader del nuovo Partito Democratico. Se tutto andrà secondo i piani, potrebbe diventare addirittura primo ministro».

I festival romani non coprono il degrado Pronto a organizzare festival cinematografici e a farsi fotografare raggiante accanto a star come Woody Allen e George Clooney, a giudizio di The Independent Veltroni tuttavia «ha fallito nel ricoprire le crepe del degrado urbano». Il quotidiano attraversa virtualmente le strade dell’Urbe e descrive una Trastevere invasa da bancarelle e da giovani ubriachi, definendo inoltre Campo dè Fiori lo scenario di «baccanali notturni». Rincara la dose il giornale: «Bisogna compiere uno sforzo non indifferente per frenare la propria incredulità, arrendendosi allo scorrere della pubblicità sensazionalistica, e giudicare così il lavoro di Veltroni a Roma un successo».

Roma non è all'altezza delle altre capitali Considerazioni che inducono The Independent a chiedersi: «Se l’eredità di Veltroni a Roma è il degrado urbano, su quali basi si è proclamato salvatore del Paese?». Il sindaco aspirante leader del Pd è «la versione italiana del blairismo, che in Italia è chiamato buonismo», incalza il quotidiano, etichettando Veltroni appunto come il "Mr. Nice", il bravo ragazzo italiano. «È stato cortese con tutti e ora sta raccogliendo la ricompensa. È stato gentile e accomodante con la destra», si polemizza nell’articolo, sottolineando la «mitezza» e le capacità diplomatiche del sindaco, che non è però riuscito a porre Roma «all’altezza delle altri capitali europee».