L'India scopre il nuovo Gandhi: il suo digiuno fa il pubblico di una rockstar

Si chiama Kisan Baburao Hazare, ha 74 anni, e si batte da sempre contro la corruzione che soffoca il suo Paese. Decine di migliaia di persone lo hanno scortato dal carcere alla pubblica piazza dove continuerà il suo sciopero della fame a oltranza per avere una legge severissima contro chi ruba

Il leader pacifista indiano Kisan Baburao Hazare, il paladino indiano che si batte contro la corruzione, si è installato in un parco di New Delhi per continuare uno sciopero della fame che, ha assicurato, terminerà solo quando il Parlamento accetterà di esaminare un progetto di Legge preparato dai movimenti sociali con severissime pene per tutti i corrotti.
Nonostante la pioggia battente, decine migliaia di persone hanno scortato in trionfo Hazare dal carcere di Tihar al grande parco di Ramlila, dove ha stabilito il suo quartier generale e dove lo accompagna il movimento popolare spontaneo dilagato con manifestazioni e sit-in nella capitale e in numerose altre città indiane.
Il 74enne attivista, paragonato dalla stampa internazionale a un «nuovo Gandhi», è stato accolto all'uscita del penitenziario da una folla di simpatizzanti esultanti che sventolavano bandiere tricolore e cantavano inni patriottici.
Salito su un autocarro con i suoi più stretti collaboratori del movimento India contro la corruzione (Iac), Hazare ha cominciato una lenta marcia di trasferimento di tre ore verso il parco Ramlila, senza però dimenticare di fare sosta per rendere omaggio al Mahatma Gandhi al Rajghat, e ai soldati indiani caduti nell'India Gate.
In alcuni tratti il corteo era di almeno due chilometri di dimostranti festanti di tutte le età e classi sociali. Tanto che un commentatore tv ha assicurato che si tratta di «una cosa mai vista a Delhi al di fuori dalle manifestazioni di partito».
In piena forma nonostante i tre giorni di sciopero della fame - lo si è visto perfino correre ad un certo punto insieme ad alcuni agenti - Anna («fratello» nella lingua dello stato centrale del Maharashra da cui proviene) si è rivolto ai suoi seguaci sostenendo che «questo è l'inizio di una seconda rivoluzione, di una nuova battaglia per la libertà».
«Questa fiaccola della rivoluzione - ha proseguito - deve rimanere sempre accesa. Non si tratta solo della Legge contro i corrotti. Dobbiamo realizzare una trasformazione di questo paese».
Ha poi rassicurato i suoi di avere «energie sufficienti» per andare avanti, nonostante i tre chili persi nei primi giorni del suo digiuno che sarà sorvegliato 24 ore su 24 da un equipe medica. Il suo discorso è stato applaudito dai militanti raccolti nel parco, ma anche dalle molte decine di altri riuniti in almeno 20 città indiane.