L'indifendibile Josè

Josè è indifendibile ma non ha picchiato nessuno, è solo pronto per il lettino. Quello che non mi è piaciuto è che se la sia presa con un collega fra i più miti, quasi fosse sicuro che non avrebbe reagito

Oggi a me, domani a te. Ci sono già passato, fuori da Appiano ben due volte, invitato ad andarmene perché non gradito. E senza la solidarietà dei colleghi per giunta. Ma le mani addosso mai, questo va detto per correttezza, anche perché, abbastanza astutamente, non mi sono mai avvicinato così tanto da consentirlo.
Ma, detto tra noi e dopo averne parlato anche con il collega Andrea Ramazzotti, quello maltrattato da Josè, vorrei uscire da questo romanzo che puzza di retorica lontano un miglio. Josè Mourinho è indifendibile perché le mani addosso fanno male. A chi se le sente addosso e a chi le mette addosso. Ma se qualcuno ha voglia di farsi spiegare come sono andate le cose da uno che c'era, e io per esempio non c'ero lì in quel momento, si sentirà rispondere che Josè ha strattonato il collega, lo ha preso per un braccio e gli ha intimato di andare in sala stampa. Gesto condito da alcune espressioni forti che, a seconda di chi ha raccontato la vicenda, avevano sfumature diverse. Josè credo sia arrivato a fine corsa. Non so cosa significhi per un allenatore perché nulla impedisce che rinsavisca e ricominci, ma così è finito, centrifugato, neutralizzato, dimagrito. E' arrivato con i capelli neri, ora li ha bianchi, nessuno può dire con certezza se li tingeva, di certo adesso non se li tinge più.
Ma non ha picchiato nessuno, è solo pronto per il lettino. Quello che non mi è piaciuto è che se la sia presa con un collega fra i più miti. È vero, non ha scritto delle belle cose su Josè, è lui quello che si nascondeva e saliva sugli alberi per carpire informazioni sugli allenamenti. É lui che ha scritto che Moratti si è incontrato con Blanc, e altro ancora. Morale: Andrea Ramazzotti del Corriere dello Sport ha fatto bene il suo lavoro. Ed è anche il più vulnerabile, il meno protetto, ecco questo di Josè non mi è piaciuto, ha preso il più debole per scaricare le sue tensioni, giuste o sbagliate che fossero. Altri hanno scritto cose più pesanti, frequento Appiano da una vita, c'è da crederci, ma Josè ha scelto il più debole. Detto questo non mi sono mai sentito colpito dalle sue invettive, e quando ho sentito il bisogno di scrivere certe cose le ho scritte e continuerò a farlo. Ma Josè non ha menato nessuno, ha perso la testa e ha messo le mani addosso, indifendibile e mitico.
claudio.decarli@ilgiornale.it