L'indignazione delle comunità internazionale

Dura condanna degli Stati Uniti e della Russia. Bush: Portare gli assassini davanti alla giustizia". La Santa Sede: "Notizia terribile. Così la pace si allontana". Prodi: "Il cammino per la pace e la democrazia deve andare avanti"

Dura condanna degli Stati Uniti per l’attentato in cui è rimasta uccisa la leader dell’opposizione pakistana, Benazir Bhutto.  Il presidente statunitense George W. Bush ha detto che i responsabili dell’omicidio dell’ex primo ministro pachistano "devono essere portati davanti alla giustizia". Bush si trova attualmente nel suo ranch di Crawford, in Texas. "Sapeva di rischiare la propria vita, ma era tornata in Pakistan per combattere per la democrazia" ha reso noto in un comunicato.

Condanna anche dalla Russia: il portavoce del ministero degli Esteri, Mikhail Kamynin, ha espresso l’auspicio che la leadership pakistana "riesca a intraprendere i passi necessari per garantire la stabilità del Paese".

Kouchner: "Grande commozione" Il capo della diplomazia francese Bernard Kouchner ha espresso la sua "grande commozione" di fronte "all’atto odioso" costato la vita all’ex premier del Pakistan uccisa in seguito a un attentato Lo ha dichiarato oggi il ministero degli Estei francese.

La Santa Sede: "Notizia terribile" "L’uccisione di Benazir Bhutto è una notizia terribile, questo vuol dire quanto è difficile riuscire a superare una situazione di violenza oramai radicata". Lo dice Padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede, commentando l’assassinio di Benazir Bhutto. "Così si allontana la pace e non si riescono a vedere segni di pace - aggiunge il portavoce del Vaticano - in questa regione così travagliata". Padre Lombardi ha inoltre riferito che "il Papa, come avviene sempre in questi casi, è stato immediatamente informato".

Prodi: "Il cammino per la pace deve andare avanti" "Esprimo il dolore mio e di tutto il governo per la tragica scomparsa di Benazir Bhutto - dichiara il presidente del Consiglio Romano Prodi - una donna che ha voluto combattere fino in fondo la sua battaglia con una sola arma, quella del dialogo e del confronto politico. Condanno con sdegno la cieca furia del terrore che ha portato ancora sangue e dolore in Pakistan, una terra già troppe volte martoriata dal fanatismo. Il difficile cammino verso la pace e la democrazia di quella regione non deve interrompersi e il sacrificio dell’ex premier Bhutto dovrà essere l’esempio più forte per chi non si arrende al terrorismo".

Miliband: "Invito alla calma" Il segretario del Foreign Office, David Miliband, si è dichiarato "profondamente traumatizzato" dall’attentato che ha causato la morte dell’ex primo ministro pachistano. Il capo della diplomazia britannica ha rivolto un appello "alla calma così come all’unità".