On line Ortodossia senza retorica

I n rete vi è una miriade di siti e blog cattolici. Alcuni trasudano buoni sentimenti da parrocchietta, altri s’impostano con formali toni vescovili, quelli «tradizionalisti» tendono un po’ al sepolcrale. Fra i degni di attenzione, anche per non credenti, spicca papalepapale.com. Se ne stanno accorgendo molti internauti, dato che il sito, nato appena sei mesi fa, ha toccato la quota dei diecimila contatti. Merito non solo dei contenuti: «Non basta avere delle idee, sapere delle cose. Non basta volerle dire. È necessario saperle raccontare, magari per iscritto» ci dice il fondatore Antonio Margheriti Mastino, «cattolico dell’intransigenza», esperto della storia delle morti e delle malattie papali e dei riti funebri pontifici. Convinto, come Vittorio Messori, che la Chiesa sia «indietro di trent’anni» sul piano della comunicazione, ha voluto uno spazio on line che sappia spiegare il cattolicesimo «al vicino di casa».
Cose da dire in modo «papalepapale», dunque: nel rispetto dell’ortodossia e del magistero ma anche senza retorica stucchevole . «Raccontare on the road la Chiesa» è il sottotitolo del sito, e subito viene in mente il cattolico più atipico d’America: Jack Kerouac.
Continua Mastino: «Non ci interessa il pubblico anziano, i vecchi scarponi di sacrestia e democristianume: sono imbevuti di cattocomunismo, che è in fase di metastasi terminale. Puntiamo a quelli sotto i 40, e ai ragazzini: su di loro si può ancora incidere, cambiarli. Perché la Chiesa del futuro somigli più a quella delle origini: politicamente scorretta, scandalosa, di rottura con la mondanità ma incarnata». I redattori di Papalepapale non inseguono le notizie («perché non è cattolico») ma fanno approfondimento sulla storia della Chiesa e sul senso della liturgia. Già i titoli dei loro pezzi sono tutto un programma: «Controstoria imbarazzante di Allende (massone e nazicomunista)», «Lutero anticipatore della soluzione finale», «Ma poi San Francesco era davvero il cicciobello che dicono?», «Certi preti son capaci di guastare perfino gli atei». Non mancano interventi più politici, sempre in ottica cattolica, come «Cristo è venuto a portare la spada. Strappiamo la bandiera della pace» e «Del perché non possiamo dirci democristiani».
A proposito di politica, Mastino, con alle spalle un passato da militante diessino ma ora «arcitaliano» elettore del Pdl, promette scintille con un prossimo intervento: «Berlusconi si giudica con la teologia».