Una linea chiara per il partito o si cambi la guida Il coordinatore regionale è stato assente prima, durante e dopo le elezioni non prendendosi responsabilità

(...) di altri, il sottoscritto insieme ai dirigenti spezzini ha proposto un percorso, quello delle primarie, condiviso da tutti. Il risultato non è stato quello che ci aspettavamo, e ci siamo già riuniti, interrogati e trovato la forza di tirare avanti, assumendoci le responsabilità per il risultato.
Ora il panorama che ci si sta profilando è quello che non sappiamo più come si andrà alle prossime elezioni, con quale legge elettorale, con quale tipo di alleanze, si parla di liste civiche, ecc.
A chi compete l'onere, in una situazione cosi difficile e delicata, di tirare le fila sul territorio regionale e di fare in modo che da Ventimiglia a Sarzana arrivi il solito messaggio, il solito pensiero? A chi l'onere di mediare tra le varie esigenze e tra chi rivendica l'azzeramento totale di tutte le cariche e chi invece sostiene il contrario od ancora chi invita a sostenere il Governo Monti fino al 2013 o chi chiede di mandarlo a casa il prima possibile? La risposta mi sembra scontata: il coordinatore regionale.
Di fronte a tutti questi problemi ed alla continua balcanizzazione del Pdl, dove ognuno organizza il suo convegno incurante della posizione ufficiale del partito, che per altro non si ha il piacere di conoscere, il coordinatore piuttosto che affrontare decisamente queste delicate problematiche si diletta in un saggio sui massimi sistemi, molto utili per definire la carta dei valori del partito, poco utili per prendere il toro per le corna.
Se si pensa alle osservazioni che quotidianamente ci sottopongono i nostri elettori, ed in questo caso è molto efficiente il mezzo di Facebook e della rete in generale, ci accorgiamo che certe prese di posizione dei nostri parlamentari servono solo per far arrabbiare di più chi li legge. Scandroglio critica nella sua lettera a il Giornale il governo Monti, etichettandolo come «un governo capace fino ad oggi solo di tassare e di imporre pesanti sacrifici agli italiani…», molti si chiedono chi è che costringe Scandroglio a votare i provvedimenti di Monti. Prenda esempio da altri suoi colleghi come l'on. Crosetto e passi ai fatti: voti contro i provvedimenti anche se si tratta della fiducia. Il «doppiopesismo» da noia alla gente.
Infine, faccio notare che le cose che ho scritto e dichiarato, sono il comune sentire dei vari coordinatori del territorio, di molti miei colleghi consiglieri regionali, e di molti dirigenti di partito da Ventimiglia a Sarzana.
Sono certo che come arrivano al sottoscritto i segnali di insofferenza di molti nostri dirigenti, che minacciano di abbandonare la nave prima che affondi, siano giunte anche al coordinatore regionale che non può continuare a mettere la testa sotto la sabbia in attesa di tempi migliori. Un problema urgente da risolvere è la legittimazione del coordinatore regionale che andrebbe in qualche modo eletto momentaneamente, se non da tutti gli iscritti, almeno dai dirigenti che sono stati eletti nei Congressi: per fare questo non servono regole o statuti nazionali, ma basterebbe la volontà politica dei vertici regionali per arrivare a questa soluzione di compromesso.
Con stima, sincerità ed amicizia.

*Consigliere regionale Pdl