Linea dura in Veneto campi nomadi solo a pagamento

da Venezia

Rom di tutta Europa, unitevi e cancellate il Veneto dal vostro itinerario. O, se proprio volete venire a fare un po’ di campeggio da queste parti, mettete mano al portafogli e pagate l’acqua, il gas e la luce che, fino ad ora, vi erano gentilmente offerti da una legislazione munifica. Raffaele Zanon, consigliere regionale di An, ha interpretato gli ultimi risultati elettorali come una pressante richiesta di sicurezza e ordine da parte dei veneti. E così ha ripreso un suo progetto di revisione della legge regionale del 1989, quella che, per prima in Italia, introdusse contributi specifici per le varie amministrazioni che, nei propri territori, istituivano dei campi sosta per i nomadi, chiedendo un’immediata inversione di tendenza: contributi sì, ma a versarli devono essere anche i nomadi stessi, previa presentazione dei documenti di identità.
Il progetto di legge, presentato nel febbraio dell’anno scorso, è stato «rianimato» da Zanon in questi giorni e avrebbe dovuto essere discusso ieri in Consiglio regionale. Ma la trattazione è durata il tempo della relazione introduttiva: poi lo stesso primo firmatario Zanon ha accolto la richiesta del capogruppo di Forza Italia, Remo Sernagiotto, acconsentendo che il testo torni ad essere esaminato dalla commissione Cultura di palazzo Ferro-Fini, che l'ha già inserito all'ordine del giorno dei lavori della seduta di giovedì prossimo.
«Questa proposta - spiega Zanon - prevede norme chiare per una rigorosa regolamentazione degli insediamenti rom. Delle norme studiate ad hoc per dare una mano a quelle amministrazioni comunali che, con buon senso, si preoccupano della sicurezza e della legalità, considerata l’ondata di nuovi arrivi dall'Europa dell’Est. Sia chiaro che non stiamo parlando di coloro che vengono in Italia a lavorare, ma di quelle migliaia di zingari rom e di quelle infiltrazioni mafiose che stanno mettendo a repentaglio la civile convivenza delle comunità venete».
L’ondata di voti a favore della Lega, che in Veneto aveva proposto una completa abrogazione della legge che Zanon vuole modificare, e del centrodestra in genere, ha convinto il consigliere regionale di An a stringere i tempi. Anche perché in tutte le città del Veneto non si contano le proposte di istituzione di ronde private notturne, le richieste di rafforzamento delle forze dell’ordine e se non ci fosse alcuna risposta dalle istituzioni, il rischio di scivolare fuori della legalità diventerebbe forte. Nel momento in cui dovesse entrare in vigore il nuovo testo di legge, gran parte del potere verrebbe girato ai sindaci dei comuni interessati. Spetterà a loro controllare il traffico dei campi nomadi, consentendone l’accesso solo a chi è identificato previo versamento di una congrua cauzione e con una successiva quota a saldo per contribuire alle spese di gestione. Campi nomadi a pagamento, in sostanza, controllati e controllabili.
«La legge dell’89 - afferma Zanon - si è rivelata assolutamente inadeguata a risolvere i problemi dei campi nomadi, i quali spesso offrono il fianco ad attività criminose che vanno bloccate sul nascere, adottando una linea decisa e meno tollerante. Nel progetto di legge, inoltre, un'attenzione particolare viene riservata alla questione della tratta di minori e allo sfruttamento dei bambini, i quali non solo vengono costretti a fare accattonaggio ai semafori, ma anche indotti a rubare».