Linea rossa chiusa sette ore Giallo sul guasto al treno

Treno fermo a Pasteur. Linea chiusa dalle 10.35 alle 17.45. Code e disagi. L’Atm: «È stato un blocco ai freni»

(...) «Che la verità di quanto avvenuto sia il cedimento strutturale di un carrello è molto probabile anche per l’imposizione post-incidente agli autisti della linea rossa di procedere sul tratto interessato a una velocità massima di trenta chilometri l’ora» aggiunge il dirigente sindacale. Versione che l’azienda di foro Bonaparte però smentisce: «Nessun cedimento strutturale come sostiene Balotta. Si è trattato di un evento rarissimo. Un treno formato da sei carrozze fermo all’altezza di Pasteur - proveniente da Sesto San Giovanni - non è riuscito a ripartire perché è scattato il “blocco di frenaggio” ovvero le pinze dei freni sono rimaste chiuse attorno a quarantotto ruote - due carrelli da quattro per ogni carrozza - anche quando il treno avrebbe dovuto riprendere la marcia».
Osservazione tecnica che Roberto Massetti, direttore generale dell’Atm, a proposito delle sette ore di tempo impiegate per il ripristino della linea spiega così: «Non è possibile trascinare via un veicolo frenato e portarlo nel depositi: le nostre squadre di pronto intervento sono quindi obbligate a operare sul posto». Risultato: sette ore per «liberare i carrelli dalle ganasce dei freni, dopo aver espletato diversi tentati di “sfrenatura”» - senza, naturalmente, tensione elettrica alla rete metropolitana - ed esaminato tutte e quarantotto le ruote alla ricerca del guasto portando successivamente il convoglio all’officina di manutenzione. Fin qui il dettaglio dell’intervento tecnico, secondo Atm - «con tanto di invito ai macchinisti di procedere a trenta chilometri orari per motivi di sicurezza, nell’attesa che stanotte (ieri per chi legge, ndr) si proceda a una ricognizione nel punto interessato» - per risolvere il guasto al meccanismo di sicurezza che blocca le ruote in caso di necessità.
Ma il segretario della Fit-Cisl va all’attacco e denuncia che «quanto accaduto è frutto della riduzione della manutenzione ai convogli e alla rete e, quindi, non può che portare a un abbassamento degli standard di sicurezza anche in metropolitana». Botta e risposta su un episodio avvenuto in un giorno festivo all’interno del primo consistente ponte d’autunno, quello di Ognissanti, che ha significato disagi di non poco conto ai passeggeri dell’azienda tranviaria milanese. Che hanno dato l’assalto ai servizi sostitutivi prontamente messi su strada da Atm per correre ai ripari e consentire ai passeggeri di proseguire il loro tragitto, in un senso oppure nell’altro. Ma hanno anche dato vita a un jogging forzato con meta il centro di Milano.