Linee-guida della Ue sulle «bad bank» per i titoli tossici

L’Europa fornirà ai governi le indicazioni sui principi da rispettare nel caso in cui vengano create «bad bank», nelle quali parcheggiare i titoli tossici ora nelle mani delle banche. Lo ha comunicato un portavoce della Commissione, spiegando che il commissario alla Concorrenza Neelie Kroes «sta lavorando con gli Stati membri e con la Banca centrale europea per affrontare la questione».
Le indicazioni, osserva il portavoce comunitario, dovranno evitare che si verifichino «distorsioni sproporzionate» nelle regole di concorrenza. E saranno applicati gli stessi principi adottati per i piani di ricapitalizzazione pubblica delle banche, permettendo ai Paesi Ue di «prendere delle misure, senza però creare nuovi problemi alle altre banche».
L’ipotesi di creare «bad bank» nazionali come cestino per destinarvi i titoli tossici, che inquinano il mercato finanziario, è stata discussa dai ministri finanziari europei anche nelle ultime riunioni di Eurogruppo ed Ecofin. Il commissario Almunia l’ha giudicata «interessante», mentre il ministro dell’economia Giulio Tremonti l’ha rilanciata con forza, ipotizzando una bad bank «con moratoria lunghissima», in alternativa agli interventi anticrisi a carico dei bilanci pubblici. Finora l’unico Paese europeo ad aver annunciato misure di questo tipo è la Gran Bretagna, il cui sistema bancario è il più inguaiato di tutti. Secondo il piano presentato lunedì scorso dal primo ministro Gordon Brown e dal cancelliere dello Scacchiere Alistair Darling, la Banca d’Inghilterra prevede il riacquisto di attività di «alta qualità» delle banche fino a 50 miliardi di sterline, per fornire loro liquidità, mentre lo Stato si assumerà una parte del rischio legato ai titoli tossici.
Una strada che invece non sarà seguita dal governo di Angela Merkel, in Germania. «Non ci sarà una bad bank per i titoli a rischio in mano alle banche tedesche - ha chiarito lo stesso ministro delle Finanze, Peer Steinbrueck, replicando a indiscrezioni di stampa - : i problemi devono essere risolti da chi li ha creati, in questo caso il mondo creditizio». Potrebbero però essere decisi altri tipi di intervento, ad esempio una replica della soluzione che a suo tempo venne utilizzata per risanare le banche dell’ex Repubblica democratica tedesca, dopo la riunificazione: lo Stato rileverebbe i titoli tossici, rimborsando le eventuali perdite alla scadenza dei titoli stessi, e ricevendo in cambio una partecipazione agli utili delle banche.
L’idea della bad bank sta prendendo piede anche in Belgio: una decisione in proposito potrebbe esser presa nel giro di qualche giorno. E piace anche al nuovo presidente di Citigroup, Dick Parsons, che esorta il neopresidente Barack Obama a creare una bad bank che acquisti gli asset tossici presenti (in quantità) nei bilanci delle banche americane.